9 Maggio 2026
Sardegna

Sicurezza stradale: in Sardegna crescono vittime e incidenti.

È stato pubblicato il secondo volume dell’Osservatorio Sardo sulla Sicurezza Stradale, lo strumento di monitoraggio che, nell’ambito del nascente Centro regionale per la sicurezza stradale, analizza annualmente l’andamento dell’incidentalità in Sardegna. Il report, presentato a Cagliari il 22 dicembre, esamina i dati relativi al 2024, mettendoli a confronto con quelli degli anni precedenti.

Il documento nasce dalla collaborazione tra il CIREM – Centro interuniversitario di ricerche economiche e mobilità dell’Università di Cagliari, l’Assessorato regionale dei Lavori pubblici e l’associazione no profit Adessobasta. Come già nel primo volume, l’analisi si sviluppa su più livelli territoriali, dal contesto europeo a quello nazionale fino al dettaglio regionale.

A livello europeo, il numero di morti sulle strade continua a diminuire, ma con un ritmo giudicato insufficiente: nel 2024 il calo si ferma al 2,2% rispetto all’anno precedente, ben lontano dagli obiettivi fissati dall’Unione europea. Ancora più critico il quadro italiano, dove la riduzione dei decessi è stata pari ad appena lo 0,3% su base annua.

Il dato più allarmante riguarda però la Sardegna. Nel 2024 le vittime della strada sono state 113, tre in più rispetto al 2023 (+2,73%) e il 15% in più rispetto a dieci anni fa, un andamento in netta controtendenza rispetto alle politiche di riduzione della mortalità stradale. In aumento anche il numero dei feriti, che salgono a 4.908 (+6,26%), e degli incidenti con lesioni alle persone, pari a 3.583 (+5,66%). L’indice di mortalità regionale raggiunge quota 3,15, quasi il doppio della media nazionale (1,74). La Sardegna, insieme all’Umbria, registra inoltre il valore più elevato in Italia per numero di morti ogni mille abitanti (0,072).

I dati di dettaglio, riferiti al 2023, mostrano che la maggior parte dei decessi si concentra sulle strade extraurbane: 39 vittime sulle statali, 37 sulle provinciali e 26 sulle strade urbane. Tra le arterie più pericolose figurano la SS 125 e la SS 389, con cinque morti ciascuna, seguite dalla SS 126 e dalla SS 195 con quattro. Nel periodo 2013-2023, la SS 125 risulta la strada con il maggior numero di vittime (49), seguita dalla SS 131 (48) e dalla SS 131 dcn (28). In termini di indice di mortalità il dato peggiore riguarda la SS 125var, mentre rapportando i decessi alla lunghezza della strada la più critica è la SS 129. Il 75% delle vittime è di sesso maschile, prevalentemente nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 59 anni.

Il report dedica infine un focus ai finanziamenti regionali per le infrastrutture stradali nel periodo 1994-2020: complessivamente 5,87 miliardi di euro investiti in 594 interventi, destinati soprattutto alla realizzazione di nuove strade e all’adeguamento della rete esistente, con particolare attenzione alla SS 131, alla Sassari-Olbia e alla SS 125.

In Sardegna, quindi, il trend è anomalo e in controtendenza rispetto al quadro nazionale ed europeo.