11 Marzo 2026
Erasmus+Europa

Scuola inclusiva, in calo il sostegno ai giovani vulnerabili

La Commissione europea, dopo anni di critiche, interviene sul caso della riduzione del sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali nelle scuole ordinarie, sollevato da Atene ma riscontrato anche in altri Paesi dell’UE, tra cui Irlanda e Romania. In una risposta scritta all’interrogazione dell’eurodeputato Nikos Pappas, Bruxelles chiarisce di seguire da vicino la questione e richiama gli Stati membri ai loro obblighi in materia di educazione inclusiva.

Le criticità: personale insufficiente e qualità del supporto non uniforme.

La recente circolare del Ministero dell’Istruzione greco, che riorganizza le modalità di supporto nelle scuole comuni, ha acceso il dibattito su possibili violazioni dei diritti degli alunni con disabilità o bisogni educativi riconosciuti. Situazioni analoghe, osserva Pappas, si registrano in diversi Paesi europei, spesso a causa della carenza di personale specializzato e di una formazione non adeguata.

Il tema si inserisce nel quadro della Raccomandazione del Consiglio Pathways to School Success (2022) e degli obiettivi dell’Area europea dell’istruzione, che puntano a garantire accesso equo e qualità dell’insegnamento per tutti.

La risposta della Commissione: “Inclusione al centro dell’Agenda europea dell’istruzione”.

Nella risposta firmata dalla vicepresidente esecutiva Roxana Minzatu, la Commissione ribadisce che, pur nel rispetto delle competenze nazionali sancite dall’articolo 165 del TFUE, Bruxelles promuove l’educazione inclusiva attraverso iniziative come Pathways to School Success e sostiene gli Stati membri con gruppi di lavoro, scambio di buone pratiche e orientamenti strategici. Un po’ poco per “l’Europa dei diritti”.

Diritti delle persone con disabilità: l’UE richiama la Convenzione ONU.

Bruxelles ricorda inoltre che l’azione europea si basa sulla Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, a sua volta allineata alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’UE e dagli Stati membri.
L’obiettivo: garantire che tutti i sistemi educativi europei rispettino pienamente gli standard internazionali in materia di inclusione e apprendimento supportato.

Fondi europei ed Erasmus+: “Risorse disponibili per rafforzare l’inclusione”… ma solo sulla carta.

La Commissione segnala infine che “i Fondi di coesione possono finanziare infrastrutture scolastiche accessibili e tecnologie per l’inclusione e che il programma Erasmus+ sostiene la formazione degli operatori, la creazione di materiali didattici innovativi e la partecipazione di studenti e organizzazioni con minori opportunità”. Purtroppo, come capita spesso in ambito Erasmus+ Gioventù, le agenzie europee optano più per il finanziamento di progetti dallo scarso impatto e dal facile happy ending. Tutto pur di rimarcare acriticamente le peculiarità del “fantastico mondo dell’Ue e dei suoi valori”.

Verso un quadro comune europeo di monitoraggio?

Sul punto sollevato da Pappas riguardo a un possibile quadro europeo di monitoraggio della qualità del sostegno, Bruxelles ricorda che gli indicatori dell’Area europea dell’istruzione e la Raccomandazione Pathways to School Success già prevedono un sistema di valutazione dei progressi, integrato da gruppi di lavoro e strumenti di cooperazione.

Non viene annunciato un nuovo strumento vincolante, ma la Commissione lascia intendere che il tema dell’armonizzazione del monitoraggio potrebbe evolvere nell’ambito dell’EEA e delle prossime iniziative sulla qualità dell’istruzione inclusiva.

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