31 Ottobre 2026
Sardegna

Sciopero, il conto della Cgia: “É costato un miliardo di euro”

Lo sciopero nazionale indetto ieri da alcune sigle sindacali autonome sarebbe costato al sistema Paese fino a 817 milioni di euro. Aggiungendo anche i costi indiretti, la perdita complessiva potrebbe attestarsi attorno al miliardo. È la stima dell’Ufficio studi della Cgia.

Ogni sciopero ha un costo difficile da quantificare, che va oltre la singola giornata e ricade su cittadini, imprese, conti pubblici e lavoratori. Spesso basta l’effetto annuncio a modificare i comportamenti: molti utenti preferiscono restare a casa piuttosto che rischiare di rimanere bloccati nel traffico, anche se poi i mezzi pubblici circolano regolarmente.

Le imprese, in particolare quelle pubbliche, registrano un calo di produttività, mentre le ore non lavorate si traducono in meno gettito fiscale e contributivo. Nella sanità, per esempio, dove il Servizio sanitario nazionale eroga ogni giorno 2,5 milioni di prestazioni, si aggiungono i costi di riprogrammazione e l’allungamento delle liste d’attesa, che penalizza soprattutto i pazienti più fragili. Con i treni merci a singhiozzo e porti e interporti chiusi o semi-chiusi, i container restano fermi e gli approvvigionamenti slittano.

Pesano anche le ricadute sulle famiglie: con scuole materne e dell’obbligo non frequentabili, molti genitori devono chiedere un permesso per accudire i figli. Se i mezzi pubblici non circolano, i lavoratori del settore privato sono costretti a usare l’auto e a farsi carico di carburante, parcheggio e pedaggi. Chi sciopera, infine, perde circa un ventesimo dello stipendio mensile e, nella maggior parte dei contratti collettivi, non matura la tredicesima per quel periodo.

Come nasce la stima?

Il punto di partenza è il valore aggiunto giornaliero stimato per il 2026, intorno ai 5,6 miliardi di euro. Da qui l’Ufficio studi ha calcolato la produttività persa per ogni dipendente che aderisce allo sciopero, in base al grado di adesione. Ipotizzando un’adesione del 20% ieri, il costo per il Paese potrebbe aver raggiunto gli 817 milioni, a cui si sommano i costi indiretti che porterebbero il totale attorno al miliardo.

Le ricadute maggiori si concentrano nelle aree più industrializzate. Sempre ipotizzando un’adesione del 20% in tutte le regioni, la Lombardia segna il valore più alto, con 193,6 milioni di euro. Seguono il Lazio con 94,3 milioni, il Veneto con 75,3, l’Emilia Romagna con 74,6 e il Piemonte con 60,2.

foto Santiago Gonzalez da Pixabay.com