Rete scolastica, commissione Seconda: semaforo verde per le linee guida.

La commissione Pubblica istruzione, ha espresso a maggioranza (astenuta l’opposizione) parere favorevole alle linee guida per la programmazione della rete scolastica, approvate dalla Giunta regionale lo scorso 18 novembre con la deliberazione n. 57\11, illustrata nel corso dei lavori, dall’assessore Andrea Biancareddu (Udc) che ha ricordato, in premessa del suo intervento, gli impegni disattesi in sede governativa per una rivisitazione dei parametri ministeriali (600 alunni e 400 alunni per i comuni montani) e per l’assegnazione, a tutte le autonomie scolastiche dell’Isola, dei due dirigenti previsti (il dirigente e il direttore amministrativo).

L’assessore ha comunque dichiarato “la volontà di non voler sopprimere alcuna autonomia scolastica” ed ha precisato che al momento 26 realtà non soddisfano i criteri imposti per legge dal ministero, per scongiurare i temuti accorpamenti tra istituti.  

LEGGI ANCHE:  Dal disastro alla Rinascita, Francesco Agus: "La legislatura Solinas è già finita politicamente".

Nel parere espresso dalla commissione sono state inoltre inserite due osservazioni, la prima riguarda il ruolo dell’istruzione, soprattutto primaria, per combattere il fenomeno dello spopolamento e l’altra, per inserire soltanto nella parte delle premesse delle linee guida, i parametri ministeriali per il mantenimento delle autonomie scolastiche.

Molto differente la posizione manifestata dal direttore dell’ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani che ha stigmatizzato il ritardo nella definizione della rete scolastica regionale, lamentando l’assenza “di manutenzione alla rete scolastica sarda ormai da più di sei anni” e ricordando che “il calo delle iscrizioni ha comportato una trentina di situazioni di sottodimensionamento che richiedono immediati interventi finalizzati all’accorpamento”.

LEGGI ANCHE:  Cannabis terapeutica, Friuli Venezia Giulia: "Aumento pazienti e costi".

Critici anche i Cobas, rappresentati da Giancarlo Della Corte, “per il poco coraggio dimostrato dalla Regione nel contrastare i criteri ministeriali che penalizzano l’istruzione in Sardegna”, ed Emanuele Usai della Cgil per il quale il documento della Giunta regionale “è appiattito ancora sulla logica della spending review e non dà risposte alle necessità della scuola sarda”.

Foto Sardegnagol, riproduzione riservata, anno 2020