Republika Srpska, UE: “L’istituzione del Consiglio superiore della magistratura separato viola l’ordine costituzionale della Bosnia ed Erzegovina”.

La Republika Srpska prosegue nella sua iniziativa secessionista dalla Bosnia ed Erzegovina, come confermato dal voto espresso ieri dell’Assemblea nazionale della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, favorevole all’istituzione di un Consiglio della Magistratura separato rispetto a quello operante nel Paese, che dal 2004 rappresenta l’unico organo autorizzato a nominare giudici e procuratori in tutto il Paese.

Una decisione stigmatizzata dall’UE che, attraverso una nota del portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna, Peter Stano, ha definito il tentativo dell’istituzione – rappresentativa della minoranza serba nello Stato – come “una violazione inaccettabile dell’ordine costituzionale e legale della Bosnia ed Erzegovina”.

“Se la legge verrà adottata, prosegue la nota di Stano, avrà un grave impatto sui diritti dei cittadini della Republika Srpska, aggravando l’incertezza giuridica e l’instabilità nel sistema giudiziario del Paese e minando gravemente la prospettiva di adesione europea della Bosnia ed Erzegovina”.

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Da qui la richiesta dell’UE alla maggioranza capitanata dal leader serbo-bosniaco della Presidenza tripartita, Milorad Dodik, di tornare indietro sulla decisione del voto di giovedì: “L’UE esorta i leader della Bosnia-Erzegovina, in particolare la dirigenza della Republika Spska, a porre fine a questa escalation e ad assicurare invece la ripresa di un dialogo serio all’interno delle istituzioni statali”.

Dovuta, pertanto, la decisione dell’Alto Rappresentante dell’UE, Josep Borrell, di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio degli Affari esteri la questione bosniaca.

foto Kremlin.ru Пресс-служба Президента Российской Федерации