Prostituzione nell’UE: ridurre la domanda e proteggere le persone.

Come si potrà ridurre il fenomeno della prostituzione in una Unione europea dove il “mestiere più antico del mondo” è legalizzato? Dal Parlamento europeo, per mitigare il cosiddetto mercimonio di anime, arriva una nuova risoluzione non legislativa mirata a elaborare nuovi orientamenti per garantire i diritti delle prostitute, ridurre la tratta di esseri umani e uniformare la regolamentazione nei diversi Paesi Ue. Eterogeneità che al momento, secondo il Parlamento europeo, non fa che aiutare la criminalità organizzata.

Nel testo, nel dettaglio, si sottolinea che l’asimmetria tra le norme nazionali sulla prostituzione all’interno dell’UE, data la sua natura transfrontaliera, porta a un maggior numero di vittime della tratta a fini di sfruttamento sessuale e crea un terreno fertile per la criminalità organizzata. I deputati, perciò, hanno chiesto agli Stati membri di valutare la legislazione esistente per evitare lacune che consentano ai criminali di agire impunemente, e alla Commissione di elaborare orientamenti comuni per tutta l’UE che garantiscano i diritti fondamentali delle persone in prostituzione.

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La prostituzione e la tratta a scopo di sfruttamento sessuale esistono perché c’è una domanda, osservano i deputati. Ridurre la domanda è quindi fondamentale per prevenire e ridurre la tratta di esseri umani. Gli Stati membri sono quindi invitati ad adottare misure urgenti per contrastare la pubblicità online che incoraggia direttamente o indirettamente la prostituzione o cerca di attrarre acquirenti. Una azione, però, che cerca di ledere il diritto di impresa di tante aziende del settore.

“Oggi il Parlamento dà voce alle persone, e in particolare alle donne, che sono state tradizionalmente trascurate, emarginate e stigmatizzate nelle nostre società – spiega l’eurodeputata tedesca Maria Noichl -. Siamo accanto a coloro che hanno messo in guardia per molto tempo sulla realtà della prostituzione. Questo rapporto illustra le ragioni per cui la grande maggioranza delle persone finisce nella prostituzione e mette in evidenza la strada da seguire: creare programmi di uscita e alternative, eliminare la povertà e l’esclusione sociale, smantellare gli stereotipi e le disuguaglianze e ridurre la domanda”.

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