PNRR, Verdi/ALE: “Governo italiano propone sospensione della responsabilità dei funzionari pubblici”.

L’eliminazione del reato colposo per danno erariale dei dipendenti pubblici, prevista dal PNRR, può costituire una fattispecie di reato, rendendo inapplicabile quanto previsto dall’art. 3 della Direttiva 2017/1371 – relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale – e andare contro l’art. 22 del regolamento (UE) 2021/241, che dispone un rafforzamento dei controlli giurisdizionali sull’utilizzo dei fondi?

Domande di rilevante pertinenza nel contesto dell’euforia italiana suscitata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, poste recentemente alla Commissione europea dai membri del gruppo Verdi/ALE Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi.

“Il governo italiano, mediante il PNRR, propone un’ulteriore proroga della sospensione della responsabilità per colpa grave dei funzionari pubblici, in contrasto con la Costituzione italiana – in particolare con la sentenza della Corte Costituzionale n. 371/1998 – e con il regolamento (UE) 2021/241, che impone un rafforzamento del controllo giurisdizionale sulla gestione dei fondi da erogare. In via di urgenza – spiegano gli eurodeputati – è prevista l’introduzione di una normativa speciale sui contratti pubblici, che intende rafforzare le semplificazioni già varate con il decreto-legge n. 76/2020 e prorogarne l’efficacia fino al 2023. Tale introduzione riguarda, in particolare, la limitazione della responsabilità per danno erariale ai casi in cui la produzione del danno sia dolosamente voluta dal soggetto che ha agito, ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia. Se verranno accertati sprechi gravemente colposi – concludono – la magistratura non potrà agire e il costo peserà sulle spalle dei contribuenti più poveri e più deboli, già provati dalla crisi pandemica ed economica”.

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Sulla questione a nome della Commissione europea, è intervenuto il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis: “Tutti gli Stati membri sono tenuti a tutelare gli interessi finanziari dell’UE conformemente
all’articolo 325 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. L’articolo 3 della direttiva 2017/1371
ravvicina la definizione penale di frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione, comprendendo la condotta “intenzionale”, ma non l’azione degli Stati membri volta a contrastare i comportamenti negligenti”.

“Per quanto riguarda il dispositivo per la ripresa e la resilienza – osserva Dombrovskis – la Commissione ritiene che l’Italia abbia posto in essere una governance adeguata per l’attuazione e il monitoraggio del suo piano nonché un solido sistema di audit e controllo per garantire la tutela degli interessi finanziari dell’UE. Il piano italiano descrive chiaramente gli attori, i loro ruoli e le loro responsabilità per lo svolgimento dei compiti di audit e controllo. Il ministero dell’Economia e delle Finanze svolgerà un ruolo importante, anche attraverso la creazione di un organismo ad hoc di audit indipendente incaricato di controllare l’utilizzo dei fondi del Fondo”.

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“Sono previste – prosegue l’esponente della Commissione von der Leyen – anche misure volte a rafforzare la capacità amministrativa degli organismi competenti, compresa la Ragioneria dello Stato. È prevista l’introduzione di un sistema informatico unitario per garantire la raccolta di informazioni e dati dettagliati, anche sui destinatari finali dei fondi. Per il sistema transitorio, l’organismo di audit fornirà una relazione di conferma delle funzionalità del sistema di archivio con la prima richiesta di pagamento. Saranno predisposti appositi accordi con la Guardia di Finanza, l’Autorità Anticorruzione (ANAC) e la Corte dei Conti italiana per rafforzare le pratiche esistenti, unitamente all’utilizzo di un codice unico di progetto e di ARACHNE. Tali disposizioni sono state ritenute adeguate per garantire la prevenzione, l’individuazione e la correzione della corruzione, delle frodi e dei conflitti di interesse nell’utilizzo dei fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza”.

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