PNRR, indagine Randstad: “Entro 2026 +132mila occupati under 35”.

Le misure del PNRR rappresentano per il Paese un potenziale significativo in termini occupazionali. A ricordarlo oggi uno studio di Randstad, secondo il quale il Piano assicurerà entro il 2026 un incremento occupazionale del 3,2% che, in valori assoluti, si traduce in circa 730.000 nuovi posti di lavoro. Gli aumenti più importanti saranno trainati dalla trasformazione digitale, a seguito della quale si stimano circa 205.000 nuovi posti di lavoro, e dalla rivoluzione “green”, con circa 182.000 nuovi occupati. A beneficiare di questa ‘rivoluzione’, circa 381mila donne e 132mila giovani tra i 15 e i 34 anni.

Anche le professioni dovranno certamente adattarsi ai forti cambiamenti in corso. Uno degli ambiti che vedrà la creazione di nuovi profili professionali e lo sviluppo di profili già esistenti è quello dell’economia circolare. Un recente studio di Randstad Research, evidenzia come siano oltre 200 le nuove professioni dell’economia circolare: dal designer circolare, al gestore della logistica inversa, passando per l’imprenditore  e per gli ingegneri gestionali che dovranno guidare le aziende nell’innovazione. 

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Ma le opportunità per il rilancio dell’occupazione necessitano di un impegno congiunto da parte di Istituzioni, mondo formativo e delle imprese per poterle cogliere appieno: in particolare, il PNRR mette a disposizione risorse e investimenti importanti per migliorare le competenze di base, combattere l’abbandono scolastico, potenziare il sistema formativo post secondario puntando in maniera significativa su ITS, università e lauree professionalizzanti, favorire l’accesso qualificato al lavoro con le politiche attive, sviluppare centri di ricerca e attività innovative.

Guardando, però, alla missione giovani del Pnrr, emerge però un’altra realtà alla luce di misure che non faranno altro che reiterare schemi fallimentari per l’inclusione dei/delle giovani italiani/e.

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