Piano Casa e Ppr, Oppi e Peru: “Governo calpesta l’autonomia della Regione”.

Il Governo nazionale si appresta a impugnare la proroga del Piano Casa e le norme di interpretazione del Ppr, recentemente approvate dalla maggioranza regionale.

Una proposta di impugnazione inviata nei giorni scorsi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dai Ministeri dei Beni Culturali e dell’Ambiente, segnale che con molta probabilità, in una delle prossime riunioni del CdM verrà formalizzata l’impugnazione, portando alla contestazione della sesta legge regionale da parte del Governo dall’inizio del 2020. 

L’ultimo sviluppo nell’ambito dei rapporti tra la Regione Sardegna e lo Stato ha registrato la ferrea opposizione da parte degli esponenti del gruppo UDC-Cambiamo!, Giorgio Oppi e Antonello Peru: ” “Il governo è pronto ad impugnare la proroga del Piano Casa e le norme di interpretazione del PPR. Sono gli ennesimi atti che calpestano in maniera grave ed inaccettabile i principi di autonomia della nostra Regione. È un attacco politico a cui abbiamo il dovere di ribellarci”.

LEGGI ANCHE:  Emergenza Covid-19, Paolo Truzzu: “A rischio la tenuta sociale”.

“Ci sarebbe da discutere anche sul merito della decisione poiché, ad esempio, per quanto riguarda il Piano Casa la motivazione fa riferimento alle numerose proroghe che si sono succedute negli anni – hanno proseguito gli esponenti di UDC-Cambiamo! – . Vale a malapena il caso di ricordare che quando le proroghe vennero approvate dalla giunta regionale di centro sinistra il governo amico dello stesso segno politico di quello attuale non decise mai di impugnare le norme. È per questo motivo che non abbiamo esitato a parlare di attacco politico e come detto non è il primo da parte di un Governo che continua a ledere in maniera grave le prerogative del consiglio regionale”.

LEGGI ANCHE:  Centrodestra ancora senza un candidato, Peru: "Convocare tavolo entro il 30 dicembre".

“Sulla base di atti come questi – dichiarano ancora i due consiglieri – riteniamo che sia sempre più indispensabile approvare prima possibile la riforma degli enti locali nella nostra regione perché quello è il primo passo verso una riorganizzazione politico istituzionale e verso un riordino delle autonomie locali ispirato a principi di decentramento e di sussidiarietà. Se a livello nazionale si tarda ad applicare una riforma dello Stato in senso federale, non possiamo, anche alla luce di quanto accaduto oggi, attendere nel far partire un processo riformatore nella nostra regione che arrivi nel futuro anche ad una revisione del nostro Statuto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.