PD, Stefano Bonaccini si candida alla Segreteria del partito.

Qualcosa si muove dalle parti del Partito Democratico. A portare uno spiraglio di novità all’interno di un partito ormai bollito è stato stamane l’annuncio della candidatura alla segreteria del PD del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: “Ho deciso di candidarmi alla segreteria del Partito democratico. È il momento di esserci, di impegnarsi, di partecipare. E di farlo insieme. Per il PD. Per il Paese. Seguitemi!”, si legge nel post pubblicato stamane nel proprio account Facbook.

Una candidatura forte presentata stamattina nel corso di una conferenza stampa nella sezione PD di Campogalliano: “Dopo la dura sconfitta del 25 settembre mi sono preso il tempo per ragionare e capire se io possa essere utile o meno al Partito Democratico. Avverto il peso e la responsabilità di questa scelta. Se, come credo, c’è la vita stessa del nostro partito allora ne vale la pena. Sentire evocare l’ipotesi di scioglimento del PD mi colpisce nel profondo – ha dichiarato Bonaccini -. Il nostro compito è rialzarci e metterci in cammino, dando alla nostra gente una prospettiva e non rifugiarsi in una zona protetta e di comodo. Per fare un passo avanti ho aspettato che la direzione tracciasse un percorso e che ieri l’assemblea nazionale approvasse le regole del congresso che porterà alle primarie del prossimo 19 febbraio”.

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“Abbiamo un livello insostenibile di dispersione scolastica – prosegue -. Siamo la sinistra dell’emancipazione e dell’accoglienza a differenza di questa destra. Riconosciamo il diritto al rispetto di ogni persona. Dobbiamo ritrovare la semplicità del linguaggio per comunicare quale idea di società che vogliamo. Un esponente del centrodestra e del Movimento 5 Stelle a volte ci mette 10 secondi per esprimere un concetto a noi invece non bastano 20 minuti. Dobbiamo stare dove vivono le persone reali. Abbiamo bisogno di un PD più popolare non populista”.

Da qui il messaggio alle altre forze d’opposizione per rimarcare la centralità del PD all’interno del blocco di centrosinistra: “Non vogliamo delegare ai 5 stelle di rappresentare da soli la sinistra, così come il Terzo polo i moderati. Il PD nasce come grande forza popolare di centrosinistra e questo spazio adesso andiamo a riprendercelo”.

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Un messaggio rivoluzionario contro un partito ormai decotto e le sue “stanchevoli correnti”: “Serve un gruppo dirigente nuovo, l’ho abbiamo nel territorio. Una classe dirigente che deve essere valorizzata per riorganizzare il partito. Abbiamo nuove energie e un mondo fuori di “gente nostra” che ha competenze e che dobbiamo saper capitalizzare. Bisogna cambiare metodo – ha ammonito Bonaccini -. Non possiamo selezionare più la classe dirigente attraverso le correnti, ne fare le candidature per percentuali di correnti. Non si valorizza il merito ma si produce frammentarietà. Mi ha fatto impressione vedere alle ultime elezioni politiche i dirigenti di primo piano del nostro partito candidati nei listini e mai nei collegi uninominali, dove i voti dovresti strapparli uno a uno per vincere. Quello che fanno i sindaci quando si candidano nelle loro comunità”.

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foto Ministero dell’Istruzione