Politica commerciale: sì del Consiglio alle norme contro la coercizione economica.

Gli Stati membri dell’UE hanno concordato la posizione negoziale (mandato) sul regolamento per la protezione dell’Unione dalla coercizione economica da parte dei Paesi terzi.

“Il nuovo strumento – ha spiegato Jozef Síkela, ministro dell’Industria e del commercio della Repubblica Ceca – fungerà da deterrente e contrasterà la coercizione economica da parte di Paesi terzi in un periodo di crescenti tensioni geopolitiche. Negli ultimi anni l’UE e i suoi Stati membri sono diventati l’obiettivo di deliberate pressioni economiche esercitate da Paesi terzi attraverso misure che incidono sugli scambi e sugli investimenti. L’UE ha il diritto di difendersi meglio sulla scena mondiale nel momento in cui diventa bersaglio di intimidazione economica”.

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Nell’ambito del mandato, il Consiglio mira a rafforzare il proprio coinvolgimento nel processo decisionale attribuendosi competenze di esecuzione per determinare cosa costituisca coercizione economica. La Commissione europea manterrà competenze di esecuzione nelle decisioni sulle misure di risposta dell’UE, garantendo nel contempo un maggiore coinvolgimento degli Stati membri in tali decisioni.

Tra le misure che potrebbero essere applicate al Paese terzo in risposta alla coercizione economica figurano l’imposizione di restrizioni commerciali, ad esempio sotto forma di dazi doganali maggiorati, di licenze di importazione o di esportazione, o di restrizioni nel settore dei servizi, degli appalti pubblici o degli investimenti esteri diretti. Tali misure sarebbero applicate senza carattere retroattivo e nel rispetto della proporzionalità rispetto al danno causato.

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Lo strumento anticoercizione è concepito per allentare le tensioni e incentivare la cessazione di specifiche misure coercitive utilizzando in primo luogo il dialogo. Eventuali contromisure adottate dall’UE sarebbero applicate solo in ultima istanza, qualora non vi fosse altro modo per contrastare l’intimidazione economica.

Il regolamento dovrà essere adesso concordato tra il Consiglio e il Parlamento europeo nel quadro della procedura legislativa ordinaria. Una volta adottato ufficialmente da entrambe le istituzioni, il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

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