Next Gen ATP Finals, Commissione Ue: “Nuove generazioni filo conduttore della manifestazione”.

La Commissione europea, in qualità di partner istituzionale dell’evento Next Gen ATP Finals di Milano, in programma dal 9 al 13 novembre all’Allianz Cloud, oggi, attraverso il Commissario per gli affari economici Paolo Gentiloni, ha voluto ribadire il proprio impegno per i giovani europei: “Questo torneo porta lo stesso nome del piano straordinario europeo per la ripresa, il NextGenerationEU. Con questo piano, la Commissione europea stringe un patto intergenerazionale che vede i giovani protagonisti di un futuro sostenibile e inclusivo in un’Europa forte e resiliente”.

Le nuove generazioni, ricordano dalla Commissione, sono il filo conduttore di questa collaborazione. Al torneo, infatti, prendono parte i migliori otto giovani della categoria Under-21 della stagione ATP Tour. “In questo contesto sportivo, recita la velina della Commissione, l’Unione europea entra in gioco con NextGenerationEU, che mette i giovani al centro della ripartenza economica e sociale post-pandemia, nonché di una prospettiva europea inclusiva e sostenibile”.

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Un impegno, restando sul piano del NextGenerationEu, che ha dimostrato al lato pratico tutti i limiti della Commissione verso l’individuazione di interventi di sistema per i giovani italiani, vista l’approvazione del Pnrr del nostro Paese da parte della stessa istituzione e, in particolare, della sua pessima missione ‘giovani’.

Ma nella narrazione autoreferenziale della Commissione il pacchetto per gli investimenti di oltre 800 miliardi di euro, ‘darà alle nuove generazioni le chiavi di un’Europa fatta su misura per i giovani: più verde, più digitale, più inclusiva”.

Bisognerà, purtroppo, aspettare i prossimi 5 anni per avere conferma delle future prospettive di vita dei giovani europei. Nel frattempo bisognerà accontentarsi di questa sbornia ‘istituzionale’ prodotta dal NextGenerationEU e della insostenibile retorica del coinvolgimento dei giovani “in ogni aspetto di ripartenza e crescita della loro Europa”. Under30 europei, per la verità, mai coinvolti nella predisposizione degli interventi dei vari piani nazionali di ripresa e resilienza…dettagli di scarso interesse per l’inossidabile narratio a senso unico sulla questione giovanile in Europa.

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Dovendo, però, trarre qualche prima conclusione sul NextGenerationEU, l’idea di riproporre il programma “Garanzia giovani”, addirittura rafforzandolo, può essere consideratà già da adesso come fallimentare, dati i risultati ottenuti tra i giovani europei e le risorse impiegate nell’UE… in altre parole, puro tafazzismo!

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