Migrazione irregolare, la Commissione ammette: “Nessun dato aggregato sui costi sostenuti dagli Stati membri”
Qual è il reale impatto economico della migrazione irregolare sull’Unione europea? A sollevare il tema con un’interrogazione scritta è l’eurodeputata Afroditi Latinopoulou del gruppo dei Patrioti per l’Europa, intervenuto per chiedere maggiore trasparenza e chiarezza sull’entità dei costi sostenuti dai Paesi UE per accogliere, gestire e rimpatriare i migranti irregolari.
La risposta della Commissione, dello scorso 26 giugno dal commissario Magnus Brunner, offre però poche certezze e conferma l’assenza di un quadro economico chiaro e centralizzato. Alla domanda se esistano dati aggiornati e aggregati sui costi complessivi per i servizi forniti ai migranti irregolari – tra cui alloggio, sanità, istruzione e assistenza sociale – la Commissione europe ha ammesso di non disporre di tali informazioni a livello europeo. “I costi – afferma l’esecutivo UE – sono gestiti e contabilizzati a livello nazionale e non vengono centralizzati né armonizzati a Bruxelles”. Evviva il monitoraggio!
Più precise sono invece le cifre relative ai rimpatri, sia volontari che forzati. Secondo le stime del Servizio Ricerca del Parlamento Europeo, il rimpatrio forzato di un migrante costa in media 3.414 euro, contro i 560 euro necessari per un ritorno volontario. Cifre che includono i costi di trasporto, alloggio temporaneo prima della partenza, eventuali accompagnatori e misure di reinserimento nel Paese di origine.
Tuttavia, la Commissione, anche in questo caso, non ha precisato i dati sulle spese coperte dal bilancio UE e quelle a carico degli Stati membri, limitandosi a sottolineare la variabilità delle procedure e dei contesti nazionali.
Sul fronte delle analisi di lungo periodo, Bruxelles si è solo limitata a citare uno studio del Centro comune di ricerca della Commissione del 2020, intitolato “Projecting the Net Fiscal Impact of Immigration in the EU”, che ha valutato l’impatto fiscale netto della migrazione – legale e irregolare – in Europa. Oltre a questo, però, non sono previsti nuovi studi specifici sul tema nel prossimo futuro. Insomma, decisamente poco.
Le risposte della Commissione evidenziano, dunque, la mancanza di una strategia unitaria e trasparente per monitorare e valutare l’impatto economico della migrazione irregolare, proprio in un momento storico in cui il tema domina l’agenda politica di molti Stati membri.
