Mediatore europeo. Rieletta l’irlandese Emily O’Really

L’Unione Europea ha un ‘nuovo’ Mediatore. Oggi il Parlamento, con 320 voti favorevoli, ha rieletto l’irlandese Emily O’Reilly, in una votazione a scrutinio segreto.

La Mediatrice svolgerà indagini sui casi di cattiva amministrazione nelle istituzioni, organi, uffici o agenzie dell’UE, agendo di propria iniziativa o sulla base di denunce da parte dei cittadini UE. Istituito nel 1995 il Mediatore europeo è un organo indipendente e imparziale, incaricato di responsabilizzare le istituzioni e le agenzie dell’UE e di promuovere i principi di buona amministrazione. L’ufficio di vigilanza esercita “poteri non vincolanti”, tratta le denunce di persone fisiche e giuridiche relative alla cattiva amministrazione nelle istituzioni UE ma esamina anche in modo proattivo questioni sistemiche più ampie, come la trasparenza e i comportamenti orientati ai servizi.

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La signora O’Reilly è stata eletta al terzo turno di votazione. È una ex giornalista ed è stata la prima Ombudsman irlandese donna per dieci anni, prima di essere eletta Mediatrice europea, per la prima volta, nel 2013. Quattro candidati, Giuseppe Fortunato (Italia), Julia Laffranque (Estonia), Emily O’Reilly (Irlanda) e Cecilia Wikström (Svezia), hanno partecipato al secondo scrutinio, dopo il ritiro di Nils Muižnieks (Lettonia) in seguito al primo turno di votazione.

Nel terzo scrutinio, i deputati hanno dovuto scegliere tra Julia Laffranque ed Emily O’Reilly, le due candidate con il maggior numero di voti al secondo turno, come previsto dal regolamento. Julia Laffranque ha ottenuto 280 voti, Emily O’Reilly 320.

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Durante l’audizione pubblica della commissione per le petizioni del 3 dicembre, Emily O’Reilly si è impegnata a continuare a lavorare per fare dell’amministrazione UE un modello per l’intera Unione, ponendo i cittadini e i loro diritti al centro delle sue azioni.

“L’amministrazione dell’UE – per la neo Mediatrice europea – ha bisogno di riacquistare la fiducia dei suoi cittadini. Credo che tale fiducia possa essere guadagnata aumentando la responsabilità democratica e la trasparenza delle istituzioni. Solo quando si potrà vedere come viene presa una decisione, si potrà cominciare a capire perché è stata presa e solo allora sarà possibile fidarsi”.

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