14 Marzo 2026
Sardegna

Maxi sequestro di canapa nel Cagliaritano: bloccate quattro tonnellate di prodotto

È uno dei sequestri di canapa più rilevanti mai effettuati in Sardegna quello portato a termine lo scorso 29 ottobre dalla Guardia di finanza di Cagliari nell’agro di Assemini, pari a circa quattro tonnellate di canapa.

Il provvedimento riguarda 2.467 piante di canapa, oltre 1.400 chilogrammi di infiorescenze, 12 litri di olio, resine e 42 chilogrammi di polline, rinvenuti tra una vasta piantagione e locali commerciali riconducibili a una ditta individuale operante formalmente nel settore della coltivazione di piante per fibre tessili, spezie e piante aromatiche e farmaceutiche.

L’indagine è partita da una segnalazione della Sezione Aerea delle Fiamme Gialle di Elmas, che aveva individuato una presunta coltivazione di cannabis nell’agro di Assemini. Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire che il fondo agricolo era stato concesso in locazione a un’impresa che, dietro una copertura formalmente lecita, avrebbe in realtà concentrato la propria attività sulla produzione e commercializzazione di infiorescenze e derivati della canapa.

Determinante, secondo gli investigatori, è stata l’analisi del sito internet della ditta e dei canali social, attraverso i quali venivano promossi e venduti liberamente infiorescenze, oli, resine e polline, in violazione della legge 242/2016, così come modificata dal Decreto Sicurezza, convertito nella legge 80/2025. Un’attività che, stando agli inquirenti, non sarebbe stata riconducibile alla coltivazione consentita per usi industriali, alimentari o cosmetici.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche centinaia di flaconi di olio di canapa, materiale destinato alla produzione di sativa-hash, nonché un locale commerciale trasformato in un vero e proprio laboratorio, dotato di strumenti per il confezionamento e l’etichettatura dei prodotti.

Le analisi effettuate dal laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sui campioni prelevati hanno confermato la presenza di THC, con valori fino allo 0,79%. Durante i controlli sono inoltre emerse irregolarità in materia di lavoro sommerso.