Leva militare, il CNESC sulla nuova proposta di legge: “Perchè non potenziare il Servizio Civile?”.

Che la politica italiana non brilli di capacità e cognizione sul mondo dei giovani e delle politiche giovanili non è una novità. Non dovrebbe sorprendere, restando su tale perimetro, l’ultima milestone delle attuali forze di maggioranza, ovvero il deposito, da parte della Lega del “capitano” Salvini, di una nuova proposta di legge per la reintroduzione del servizio militare obbligatorio per i giovani under. Proposta, peraltro, criticata pure dagli alleati di Governo.

Un progetto di legge che ha visto anche l’intervento della CNESC, la Conferenza Nazionale degli Enti per il Servizio Civile: “Perché non si ritiene funzionale concentrare le risorse economiche pubbliche per sostenere il Servizio Civile che da oltre 50 anni è una forma di difesa civile non armata e non violenta della Patria e di educazione civica al servizio della comunità, di attenzione al prossimo e di rispetto per sé stessi e per gli altri? Ci sembra una soluzione organizzativamente e economicamente più sostenibile rispetto al ritorno della leva – a 20 anni dalla sua sospensione – oltre che più aderente ai tempi ed ai percorsi giovanili”.

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Servizio Civile Universale che è stato ridimensionato anno dopo anno rispetto alle indicazioni del Decreto Legislativo del 6 marzo 2017, n. 40 che prevedeva ben 100mila posti per i volontari del servizio civile universale in Italia.

Criticità evidenziata anche dalla CNESC: “L’ultimo bando per il SCU ha visto la partecipazione di oltre 120.000 giovani ma la copertura finanziaria per il prossimo bando garantirà la partenza a soli 20mila. Perché non incentivare la ricerca di nuovi fondi per garantire l’esperienza a tutti i giovani che ne hanno fatto richiesta anziché creare nuovi capitoli di spesa?”.