“Le terrificanti scoperte del Dottor Kraus”: le donne vampiro sarde raccontate da Ilenia Loddo.

All’apparenza sono donne comuni, di bell’aspetto, e di giorno vivono una vita normale. Di notte, però, si trasformano in esseri spaventosi, assetati di sangue: sono le Cogas, le streghe vampiro della tradizione sarda protagoniste dell’albo illustrato “Le terrificanti scoperte del Dottor Kraus” di Ilenia Loddo (Camena Edizioni).

Al centro del racconto uno sfortunato esploratore di origine austriaca che accompagna il lettore alla scoperta di creature sinistre, luoghi pericolosi, riti oscuri e storie da brivido che da sempre popolano la memoria di un’isola antica e misteriosa al centro del Mediterraneo. Un libro che fa parte di una collana di volumi che affronterà le principali figure mitologiche e leggendarie tipiche della cultura della Sardegna.

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Le terrificanti scoperte del Dottor Kraus, Ilenia Loddo (Camena edizioni)

Si parte con le Cogas raccontate e disegnate da Ilenia Loddo: “Lavorare alle Cogas – sottolinea l’autrice – è stato impegnativo ma anche estremamente interessante. Durante le mie ricerche tra saggi e racconti della tradizione popolare sarda, ho potuto scoprire quanta meraviglia c’è dietro ogni leggenda e quanto sia importante portare avanti queste tradizioni nate in un tempo in cui non si aveva altro modo di spiegare avvenimenti più grandi di noi se non inventando storie”.

Nata a Cagliari, Ilenia Loddo ha conseguito il diploma triennale di illustrazione all’Accademia d’Arte dove, attualmente, insegna progettazione dell’immagine e colorazione digitale. In questo libro ha potuto esprimere tutta la sua passione per l’horror: “Anche se non posso dire di essermi ispirata a qualcuno in particolare per questo progetto, penso che un illustratore venga costantemente influenzato nel tempo da tutto ciò che lo appassiona, cinema, letteratura, altri artisti, e questo si riflette in ogni suo lavoro. Io amo molto il genere horror, le atmosfere cupe e notturne. Il progetto è frutto anche delle influenze e suggestioni che l’immaginario del genere mi ha trasmesso”.

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