La pseudoscienza della Giunta Solinas: “Pesca dei ricci tutto l’anno”.

Nonostante numerose evidenze scientifiche abbiamo da tempo sostenuto che sui nostri fondali i ricci di mare sono pressoché estinti, determinando la proliferazione incontrollata delle alghe e la scomparsa di altre specie ittiche, dalle parti della Giunta Solinas, l’assessora dell’Agricoltura, Valeria Satta, ha dichiarato che “la pesca dei ricci si può fare tutto l’anno” e confermato la necessità di “rivedere la norma Regionale sul blocco della pesca del riccio di mare in Sardegna”.

Da qui prosegue il solito dilemma. Tutelare un bene collettivo come l’ambiente oppure sostenere gli interessi particolaristici dei “pescatori in difficoltà”? Senza ombra di dubbio per l’esponente della Giunta Solinas la seconda opzione è quella più meritoria di protezione: “Nell’incertezza della reale esistenza di un’esigenza di salvaguardia dell’eco-sistema marino, a fronte delle numerose difficoltà con le quali devono fare i conti quotidianamente i nostri pescatori, mi esprimo in loro favore cercando. Proporrò pertanto, a stretto giro, un emendamento che consenta la riapertura possibilmente a tempo indeterminato della pesca del riccio”. 

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Insomma, sembrerebbe che per la Giunta Solinas – in attesa di una presa di distanza dalle dichiarazioni della Satta, criticata ieri anche da membri della stessa maggioranza – la protezione e il ripristino delle biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili, siano argomenti sui quali non bisogna riflettere troppo.

Nel frattempo, in attesa di conoscere le azioni previste per la corretta gestione del patrimonio marino, resta da capire, rimanendo nell’ambito della pesca dei ricci, come riuscirà questa maggioranza a raggiungere buone performance aziendali nel rispetto degli equilibri (ricordiamolo) complessi degli ecosistemi.

Purtroppo, però, il “partito” dei critici contro lo stop alla pesca dei ricci di mare è abbastanza nutrito. Lo stesso Governo Meloni, lo scorso giugno, ha infatti impugnato la legge della Regione Puglia (la n.6 del 18 aprile) sulla salvaguardia del riccio di mare, ritenendo il fermo pesca di 3 anni incostituzionale.

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Tre anni che sarebbero serviti a recuperare gli stock e la ricostituzione della risorsa in mare, messa a rischio dal massiccio prelievo effettuato negli ultimi anni, e imponendo il divieto di prelievo, raccolta, detenzione, trasporto, sbarco e commercializzazione degli esemplari di riccio di mare e dei relativi prodotti derivati freschi. 

Cosa non si fa in questo Paese per un piatto di pasta…

foto Facebook.com/ValeriaSatta