3 Novembre 2026
Europa

Israele, Eisenkot: “Non siederò in un governo guidato da Netanyahu, nemmeno se me lo chiede Trump”

Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, ha escluso di entrare in un governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu, anche qualora a chiederglielo “fosse il presidente americano Donald Trump”. Lo ha riferito lunedì l’emittente pubblica israeliana Kan.

“Non siederò in un governo guidato da Netanyahu” e, su un eventuale invito da Washington, Eisenkot avrebbe aggiunto che, se Trump lo chiamasse, rispetterebbe il presidente e andrebbe all’incontro, ma ribadirebbe che si tratta di una questione interna israeliana e impedirebbe qualsiasi ingerenza.

Le dichiarazioni arrivano dopo che Netanyahu si è detto disponibile a trattare per un governo ampio, a condizione di esserne il capo, e ha respinto l’ipotesi di una coalizione che dipenda dai due principali partiti arabi, Ra’am e Lista Unita.

Alle elezioni della scorsa settimana il blocco di Netanyahu ha ottenuto 53 seggi, contro i 48 dei partiti d’opposizione a guida ebraica e i 19 delle formazioni arabe. Nessuno dei due schieramenti raggiunge così la maggioranza di 61 seggi su 120 alla Knesset.

Il partito Insieme di Naftali Bennett, i Democratici di Yair Golan e Yisrael Beytenu di Avigdor Lieberman hanno deciso di raccomandare Eisenkot per la formazione del prossimo governo. Con le indicazioni attese dalle due liste arabe, il suo sostegno potrebbe salire a 67 deputati.

Resta però un ostacolo non da poco: Lieberman rifiuta di entrare in un esecutivo che comprenda i partiti arabi o che dipenda dal loro appoggio.

I leader dell’opposizione si incontreranno oggi per coordinare le rispettive posizioni, mentre mercoledì il presidente Isaac Herzog avvierà due giorni di consultazioni con le forze parlamentari.

foto יהב טרודלר (Yahav Studio‬‏)