Israele verso l’occupazione di Gaza City, Ibsais: “Tentativo di cancellare le prove sui crimini di guerra”.
Le forze israeliane si preparano a occupare Gaza City, nel nord della Striscia, con l’obiettivo di eliminare le prove di presunti crimini di guerra e aprire la strada a un’espulsione forzata dei palestinesi. Lo sostiene il ricercatore Ahmad Ibsais in un articolo pubblicato dal network Al Jazeera.
Secondo Ibsais, l’operazione rappresenterebbe “la formalizzazione di quello che è sempre stato l’obiettivo finale” della campagna militare in corso: distruzione sistematica, isolamento della popolazione, occupazione, richiesta di smilitarizzazione e infine una “pulizia etnica” mirata a consolidare il progetto del cosiddetto “Grande Israele”.
L’analista sottolinea in particolare la tempistica della decisione: l’approvazione arriverebbe dopo 22 mesi di violenze, che lui definisce “massacro sistematico”. In questa fase, sostiene, Israele starebbe cercando di “sanificare la scena del crimine” prima che la comunità internazionale possa accedere liberamente all’area.
“Il regime sta eliminando giornalisti palestinesi e impedendo l’ingresso dei media stranieri per evitare la documentazione delle proprie azioni,” scrive Ibsais, avvertendo che questo controllo dell’informazione non potrà durare a lungo.
Quando gli aiuti umanitari e gli operatori internazionali torneranno a entrare a Gaza — con loro anche i reporter — “il mondo non potrà più fingere che la guerra sia stata altro che un massacro di palestinesi e la cancellazione della loro storia”, aggiunge.
Per Ibsais, infine, “l’occupazione di Gaza City è il ritorno dell’assassino sulla scena del delitto per nascondere il corpo”. Conclude lanciando un appello urgente alla comunità internazionale affinché intervenga per fermare quella che definisce la distruzione della vita palestinese nella Striscia.
foto UN/Loey Felipe
