Investimenti in R&S nell’area euro.

Unione Europea e progressi nel settore della ricerca e sviluppo. Qual è lo stato dell’arte? In una recente interrogazione parlamentare l’eurodeputato Dimitrios Papadimoulis, del gruppo della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica, ha evidenziato i numerosi gap rilevati in una recente ricerca Eurostat, secondo la quale l’UE sarebbe lontana dai suoi obiettivi di investimento in R&S, Ricerca e Sviluppo, previsti nella Strategia Europa 2020, adottata dal Consiglio europeo dell’UE nel giugno 2010 per superare le debolezze strutturali dell’Unione, migliorare la competitività e la produttività.

La spesa dell’Unione in ricerca e sviluppo, in percentuale del PIL, negli ultimi dieci anni non è riuscita ad andare oltre il 2,06%, mentre l’obiettivo d’investimento avrebbe dovuto raggiungere il 3% del Prodotto Interno Lordo europeo. Di conseguenza il ‘Vecchio Continente’ non è riuscito ad eguagliare i livelli d’investimento americani e giapponesi, minando il tal modo la competitività e la produttività economica dell’Unione Europea. Inoltre, tra il 2007 e il 2017, ci sono state notevoli disparità tra i Paesi membri per quanto riguarda i livelli di investimento in R&S. Soltanto poche nazioni si sono avvicinate al raggiungimento di questo obiettivo nell’area euro, mentre la grande maggioranza degli Stati UE lamenta una poco soddisfacente percentuale di spesa interna lorda in R&S, che comprende i costi di ricerca e sviluppo di imprese, istituti di istruzione superiore, ma anche agenzie governative, nonché organizzazioni private senza scopo di lucro.

Tra gli Stati membri dell’UE, le intensità di R&S più elevate sono state registrate in Austria (3,16%), seguite da Danimarca (3,06%) e Germania (3,02%) mentre le percentuali d’investimento minori si sono registrate in Romania (0,50%) Lettonia (0,51%) e Malta (0,55%).

Alla luce di questi dati l’eurodeputato Papadimoulis ha chiesto alla Commissione di comunicare in che modo sarà garantito il raggiungimento degli obiettivi di R&S per il prossimo decennio (2020-2030) e se saranno aumentate le risorse UE per sostenere maggiori investimenti in ricerca e sviluppo.

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