Insularità e aiuti de minimis, Ferragut: “Serve maggiore flessibilità”.

Continuano a non essere sostenute le realtà insulari dell’UE. A ricordare la “sbataggine” della Commissione europea, la bozza di revisione del Regolamento sugli aiuti de minimis presentata dalla Commissione Europea il 15 novembre 2022. Un nuovo provvedimento privo di disposizioni specifiche per i territori insulari.

Una dimenticanza non da poco per Rosa Estaràs Ferragut del Partito Popolare Europeo: “Questi territori soffrono di svantaggi gravi e permanenti come quelli di cui all’articolo 174 del TFUE, che comportano notevoli costi aggiuntivi per le imprese locali, rendendo loro impossibile competere in condizioni di parità nel mercato interno. Di conseguenza molti settori di attività stanno scomparendo dalle isole o lo hanno già fatto, lasciando inevitabilmente il turismo come unico pilastro economico”.

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Le norme sugli aiuti de minimis, secondo l’esponente del PPE, dovrebbero quindi essere adattate alle esigenze specifiche delle isole, consentendo alle loro imprese di competere su un piano di parità con le imprese continentali. Necessario, in particolare, prevedere uno specifico tetto de minimis e una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’attuazione di tali norme nei territori interessati.

Tuttavia la Commissione europea, come confermato dalla vicepresidente esecutiva Vestager, non intende riconsiderare l’inserimento di disposizioni specifiche per gli aiuti de minimis per i territori insulari: “La revisione degli aiuti de minimis non è lo strumento appropriato per considerare le specificità dei territori insulari. Il regolamento de minimis si riferisce alla nozione di aiuto di Stato, per il quale la Commissione non gode di alcun potere discrezionale”.

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