Incendi, Corona de Logu: “A distanza di un anno nessuna erogazione”.

Nonostante i proclami della maggioranza regionale all’indomani della devastazione del grande incendio dello scorso luglio 2021 nell’Isola, continua nel silenzio il dramma delle comunità locali. A ribadirlo oggi il movimento “La Corona de Logu”: “A distanza di un anno, imprenditori e famiglie non hanno ancora visto il becco di un quattrino. Non solo. Si sono dovute indebitare per portare avanti lavori indispensabili e propedeutici alla ripresa delle attività economiche. Questo nonostante le amministrazioni interessate avessero chiesto ripetutamente una legge ad hoc, affinché venissero accelerati i tempi relativi alle procedure”.

Parere critico, dunque, nei confronti della Giunta Solinas e della correlata capacità nella gestione delle emergenze e, visti i risultati di Governo dei primi 3 anni, forse anche dell’ordinaria amministrazione: “Nelle emergenze la tempestività è tutto – prosegue la nota del movimento -. L’autonomismo di governo ha scelto, invece, di inserire l’intervento all’interno del provvedimento “Omnibus”, dando all’azione amministrativa un incomprensibile carattere di ordinarietà”.

Avversità acuite dalla corrente crisi geopolitica che, come ampiamente risaputo, ha determinato notevoli rincari dei mangimi, sementi, carburanti e dei costi energetici e, ancora, dall’insicurezza subodorata nell’ambito della lotta agli incendi 2022: “Le risorse per i cantieri forestali – invocate, ad esempio, a gran voce da tutto il Montiferru subito dopo le fiamme – sono state accreditate ai Comuni solo nel mese di marzo del 2022, in primavera. Cioè nel periodo dell’anno in cui le attività di manutenzione del bosco (taglio, bruciature) si chiudono – spiegano i sostenitori del movimento -. Perché in Sardegna il periodo silvano termina il 31 di marzo. Ne consegue che gli interventi sul patrimonio boschivo e a difesa dal rischio idrogeologico prenderanno forma e sostanza verosimilmente il prossimo autunno. Se quest’estate, poi, qualche rogo infernale minaccerà (come già sta succedendo) nuovamente i nostri paesi, ci sarà sempre un sindaco da accusare sulla pubblica piazza. È questa la triste verità che nessuno ha il coraggio di affermare”.

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La stessa amministrazione comunale di Scano di Montiferro – che aderisce alla Corona de Logu – ha sollecitato in diverse occasioni la Regione autonoma affinché istituisse in tempi brevi la banca sarda della terra, per individuare e assegnare le terre incolte alle cooperative di comunità e agli imprenditori agricoli interessati ma, ricordano, “nonostante sia sotto gli occhi di tutti che uno dei motivi principali della rapida propagazione del rogo del luglio 2021, della sua inaudita violenza, è stata l’assenza dell’uomo dai boschi e dalle montagne, nulla si è fatto a riguardo, neppure aprire un accenno di dibattito sul tema”.

“Qui da noi – continua l’attacco de La Corona de Logu – l’allevatore è stato cacciato dalle alture con vincoli e regole incomprensibili che hanno vilipeso il suo know-how millenario, fondato sulla prassi, sull’esperienza. Se in Sardegna abbiamo boschi centenari lo dobbiamo all’umile e assiduo lavoro di questi custodi dell’identità. Non dimentichiamolo”.

Incendi Sardegna
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Criticità che nascono dall’assenza di un progetto per l’utilizzo delle aree montane: “La montagna, che per secoli ha rappresentato la storia, l’identità culturale ed economica della ruralità sarda, oggi, si mostra nemica. La radice profonda di questa regressione antropica dalle aree montane è squisitamente di natura politica. Manca il progetto, scarseggiano le grandi aspirazioni. Dai grandi roghi degli anni ’90 ad oggi non è cambiato nulla. Stesse paure, stesso senso d’impotenza”.

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Importante anche l’accenno alla sostenibilità del servizio aereo antincendio: “Se un canadair in azione costa 12.850 euro all’ora e un elicottero 2.350, se gli appalti in questione sono milionari e gestiti dai privati, in che modo l’interesse pubblico può essere realmente garantito a fronte dell’inevitabile desiderio di profitto da parte delle multinazionali del fuoco? Perché la Regione sarda ha incrementato le risorse dell’appalto aereo antincendio del 36%, dai 10,6 milioni del periodo 2018-2020 ai 14,5 del 2021-2023? Possiamo pensare ad un modello di servizio antincendio aereo commisto, pubblico e privato, dove la prima componente – preponderante – vigila e tutela il diritto collettivo contro le spinte speculative dei privati?”, concludono i promotori de “La Corona de Logu”.

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