17 Agosto 2026
Europa

Il Senato USA respinge la risoluzione per porre fine alla guerra con l’Iran

Il Senato degli Stati Uniti ha bocciato la risoluzione che avrebbe imposto all’amministrazione di cessare le operazioni militari contro l’Iran. Il documento si è fermato a 47 voti favorevoli, contro i 52 contrari che ne hanno decretato la sconfitta.

Nel voto si sono registrate due eccezioni significative rispetto alle linee di partito: il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul è stato l’unico del suo schieramento a sostenere la risoluzione, mentre il democratico della Pennsylvania John Fetterman ha votato contro, allineandosi alla maggioranza avversaria. Una risoluzione analoga era già stata bloccata in precedenza alla Camera dei Rappresentanti.

Al centro del dibattito c’è una questione di fondo che riguarda i poteri costituzionali: la Carta fondamentale americana attribuisce al Congresso – e non al presidente – l’autorità di dichiarare guerra. Tuttavia, nel corso dei decenni, i vari inquilini della Casa Bianca hanno interpretato in maniera sempre più estensiva le autorizzazioni all’uso della forza militare all’estero concesse dal Parlamento, arrivando a lanciare operazioni di fatto del tutto nuove rispetto ai mandati originari. Di fronte a questa tendenza, diversi membri del Congresso avevano presentato risoluzioni volte a obbligare il presidente Donald Trump a richiedere l’approvazione legislativa prima di qualsiasi azione militare contro Teheran. Nessuna di esse, tuttavia, è riuscita a passare.

Il quadro del conflitto.

La guerra era scoppiata il 28 febbraio scorso, quando Stati Uniti e Israele avevano dato il via a un’operazione militare su larga scala contro l’Iran. Il 7 aprile Trump aveva annunciato un cessate il fuoco reciproco della durata di due settimane con Teheran, aprendo la strada a un tentativo diplomatico: l’11 aprile le due delegazioni si erano incontrate a Islamabad per diversi round di negoziati. L’Iran era rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, mentre gli Stati Uniti erano guidati dal vicepresidente JD Vance.

I colloqui, però, non hanno prodotto alcuna intesa sul cessate il fuoco di lungo periodo, a causa di divergenze ritenute da entrambe le parti insuperabili. La situazione è poi precipitata il 13 aprile, quando il Comando Centrale americano (CENTCOM) ha annunciato l’avvio di un blocco navale dell’Iran, impedendo a qualsiasi imbarcazione di entrare o uscire dai porti del Paese.

foto Elizabeth Kearns Defense.gov