15 Agosto 2026
Sardegna

Guerra e caro-energia frenano prestiti e mutui: le banche italiane in attesa

Il conflitto in Medio Oriente sta già lasciando il segno sui bilanci degli italiani. Le banche del nostro Paese si aspettano, nei prossimi mesi, un calo sensibile della domanda di prestiti e mutui, sia da parte delle famiglie che delle imprese. A fotografare questa situazione è la Banca d’Italia, attraverso l’indagine sul credito condotta nell’ambito della più ampia rilevazione della Banca Centrale Europea.

Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo e di un tessuto familiare in modalità “attendista”: nessuno vuole fare mosse azzardate finché non si capisce dove andrà a parare la crisi energetica e, soprattutto, quanto durerà.

Le imprese, in particolare, avrebbero adottato un atteggiamento prudente, preferendo rimandare investimenti e decisioni finanziarie in attesa di sviluppi sul fronte bellico e di una stabilizzazione, ancora lontana, dei prezzi dell’energia.

Sul versante dell’offerta, le cose non vanno meglio. Gli istituti di credito segnalano un irrigidimento nelle condizioni di finanziamento, con criteri più severi nell’erogazione dei prestiti. Un giro di vite che colpirà in modo più duro i settori maggiormente esposti alle oscillazioni dei mercati energetici e alle conseguenze del conflitto.

In sostanza, la morsa si stringe da entrambe le parti: meno voglia di chiedere credito da un lato, meno disponibilità a concederlo dall’altro. Un circolo vizioso che rischia di pesare sulla crescita economica già fragile del Paese, proprio in un momento in cui il PIL italiano stenta a superare lo 0,6 per cento annuo.