Teheran: “Nessuna pietà se attaccate ancora le nostre infrastrutture”
L’Iran alza il tiro diplomatico e militare. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha lanciato un avvertimento esplicito e senza margini di ambiguità: se le infrastrutture iraniane dovessero essere colpite di nuovo, Teheran risponderà senza alcun freno. “Zero restraint”, ha scritto in inglese sulla piattaforma X, scegliendo volutamente il palcoscenico globale dei social media per un messaggio destinato a tutto il mondo.
Araghchi: “Finora espressa solo una frazione delle nostre capacità”.
Araghchi ha rivendicato che la risposta iraniana agli attacchi israeliani sulle proprie infrastrutture ha impiegato soltanto una frazione del potenziale bellico a disposizione di Teheran. L’unica ragione della moderazione, ha spiegato, è stata “il rispetto per gli sforzi di de-escalation richiesti”. Ma quella stagione, avverte, potrebbe essere finita: “Zero restraint se le nostre infrastrutture vengono colpite ancora”. Il ministro ha inoltre ribadito che qualsiasi accordo per porre fine alla guerra dovrà necessariamente prevedere un risarcimento per i danni inflitti ai siti civili iraniani.
L’avvertimento giunge all’indomani di un attacco israeliano sul lato iraniano del giacimento di South Pars, che ha fermato la produzione in due grandi raffinerie, uno degli impianti più strategici del Paese e uno dei principali snodi del mercato globale del gas naturale liquefatto.
I mercati nel panico: Brent oltre 115 dollari.
I mercati non hanno atteso ulteriori sviluppi per reagire. Il Brent, il benchmark internazionale del petrolio, ha superato quota 115 dollari al barile, trascinato verso l’alto dall’escalation regionale e dalle crescenti preoccupazioni per la tenuta delle rotte energetiche del Golfo.
Guterres agli americani: “È ora di fermare questa guerra”.
A poche ore dall’avvertimento di Araghchi, il Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha scelto il palcoscenico del vertice dei leader europei a Bruxelles per lanciare un appello urgente e diretto, affiancato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
“È giunto il momento di porre fine a questa guerra, che rischia di sfuggire completamente al controllo, causando immense sofferenze ai civili”, ha detto Guterres rivolgendosi esplicitamente a Washington e Tel Aviv. Il conflitto, ha aggiunto, sta avendo effetti drammatici sull’economia mondiale, con conseguenze potenzialmente tragiche, soprattutto per i Paesi meno sviluppati.
“È tempo che la forza del diritto prevalga sul diritto della forza. È tempo che la diplomazia prevalga sulla guerra”, ha concluso il segretario dell’inutile ONU.
foto UN Photo/Manuel Elías
