Giorno del Ricordo, Michele Pais: “Una tragica pagina di storia”

Esattamente sedici anni fa, con la legge 30 marzo 2004 n. 92, gli italiani poterono per la prima volta celebrare il «Giorno del Ricordo», solennità civile nazionale italiana in memoria dei circa ventimila nostri connazionali torturati, assassinati e gettati nelle foibe, nata con lo scopo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Una celebrazione particolarmente sentita per il Presidente del Consiglio regionale, Michele Pais: “Tanti innocenti, colpevoli solo di essere italiani, conclusero tragicamente la loro esistenza nei durissimi campi di detenzione, uccisi in esecuzioni sommarie e gettati vivi nelle profondità delle foibe. Ma la tragedia delle popolazioni italiane non si esaurì in quei barbari eccidi: l’aggressività del regime comunista costrinse migliaia di italiani ad abbandonare le proprie case e le proprie terre, mentre nello Stivale una certa propaganda legata al partito comunista dipingeva gli esuli come traditori, come una massa indistinta di fascisti in fuga”.

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Michele Pais“La guerra fredda, con le sue durissime contrapposizioni, fece cadere una ingiustificabile cortina di silenzio sugli orrori commessi contro gli italiani istriani, dalmati e fiumani, aumentando le sofferenze degli esuli, cui veniva così precluso perfino il conforto della memoria. Solo la paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e sul successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all’identità della nazione”.

La data di oggi, il 10 febbraio, è il giorno in cui nel 1947 furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia i territori italiani dell’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia. Contesto nel quale si consumarono i massacri delle foibe ai danni di militari e civili italiani della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA (servizi segreti militari jugoslavi).

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