Gaza, Israele punta al controllo militare del 70% della Striscia
Israele punta ad estendere il controllo militare su Gaza dal 60% al 70% del territorio della Striscia. L’annuncio del premier Benjamin Netanyahu della scorsa settimana ha riacceso le paure dei palestinesi che vivono nei pressi della cosiddetta «linea gialla», il confine che separa le zone sotto controllo israeliano , nella parte orientale dell’enclave , dalle aree in cui i civili possono ancora muoversi verso ovest.
La linea, materializzata dal 20 ottobre scorso attraverso blocchi di cemento gialli, è emersa in seguito al primo ritiro parziale israeliano da alcune zone di Gaza nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore quel mese. Da allora, l’avanzata dei carri armati, delle ruspe e i colpi di arma da fuoco quasi quotidiani hanno trasformato la vita nelle aree limitrofe in una lotta permanente per la sopravvivenza.
Nel frattempo, i carri armati israeliani scortano regolarmente le ruspe che demoliscono le abitazioni a Gaza, mentre droni e veicoli militari aprono il fuoco senza sosta. In qualsiasi momento a Gaza si può essere colpiti o uccisi.
Una azione unilaterale, nulla di nuovo pensando a Israele, mirata dunque a occupare tutta la Striscia e a rendere sempre più imbarazzante parlare di linee gialle e rosse.
Ad oggi, mentre la diplomazia internazionale e i media mainstream cercano con la retorica di “ingentilire” tali manovre sanguinarie, centinaia di migliaia di palestinesi vivono ammassati in aree sovraffollate, con gravi carenze di cibo, acqua e assistenza sanitaria. Qualsiasi ulteriore riduzione degli spazi civili, avvertono i residenti, innescherebbe nuove ondate di sfollamento e aggraverebbe ulteriormente il collasso delle infrastrutture di Gaza.
La settimana scorsa Hamas ha chiesto al cosiddetto “Consiglio della Pace” di prendere una posizione netta sulle dichiarazioni israeliane riguardo al controllo del 70% della Striscia.
Dal 7 ottobre 2023, secondo fonti palestinesi, il conflitto ha causato quasi 73.000 morti e oltre 173.000 feriti, la maggior parte donne e bambini. Nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025, il ministero della Salute di Gaza registra 947 palestinesi uccisi e 2.935 feriti negli attacchi israeliani successivi all’intesa.
