Fipe Confcommercio Sud Sardegna ai sindaci: “Facciamo ripartire le nostre attività”

Il mondo della ristorazione locale si prepara per il giorno della ipotetica riapertura, il 18 maggio. Una data attesa da tutti gli imprenditori, dopo più di due mesi di ‘lockdown d’impresa’. Una fase importante sulla quale, però, pendono ancora troppe incertezze sulle regole da rispettare all’interno dei locali.

Per questo Fipe Confcommercio Sud Sardegna ha studiato un piano di dieci punti essenziali per la sopravvivenza delle aziende, inoltrato al presidente della Regione Christian Solinas e ai sindaci del Sud Sardegna.

Una lista che indica tra le richieste del mondo delle imprese finanziamenti a fondo perduto parametrati alla perdita di fatturato dell’impresa e del suo fabbisogno di liquidità, una moratoria sugli affitti, un indennizzo economico sulla parte non coperta dagli interventi statali. Ancora la cancellazione dei tributi maturati nei mesi di chiusura dell’attività e sino alla fine dell’emergenza, l’attribuzione progressiva dei tributi dovuti (da iniziare nella fase della post-emergenza) una rivalutazione delle tariffe per il periodo di “convalescenza”, il prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine della pandemia, sgravi contributivi per chi assumerà personale dipendente stagionale e a tempo determinato e, inoltre, la reintroduzione dei voucher per il pagamento del lavoro accessorio e occasionale con la sburocratizzazione delle pratiche di assunzione.

SanificazioneTra le richieste anche l’esclusione dell’accertamento induttivo per l’annualità 2020 da parte dell’amministrazione finanziaria, l’abolizione degli isa per l’anno in corso, l’ampliamento del 30-50% degli spazi concessi all’aperto, l’esclusione dei pannelli in plexiglas e la standardizzazione della normativa vigente per i pubblici esercizi in materia di haccp e conservazione degli alimenti cosi come quella fiscale per le nuove attività imprenditoriali che stanno nascendo nel mercato come gli home restaurant.

“Questi interventi – per il presidente di Condcommercio Sud Sardegna, Alberto Bertolotti – rappresentano condizioni essenziali per la sopravvivenza delle aziende in uno scenario che, con molta probabilità, porterà ad una riduzione di almeno il 50% dei fatturati”.

Dello stesso avviso il rappresentante di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia: “È assurdo non poter disporre di alcun protocollo a pochi giorni dalla data della ripresa. Se le condizioni non dovessero rendere possibile una riapertura, molti imprenditori valuteranno la chiusura dei locali: non ci si può aspettare che si faccia un atto di fede e si alzi la serranda di fronte alla bufera in atto. Bisogna fare attenzione a cosa si mette in campo. Attendiamo protocolli gestibili che non diano spazio a facili interpretazioni o ancora peggio, all’impossibilità di assolvimento”.

LEGGI ANCHE:  Le beffe regionali, Confcommercio e Confesercenti: "Nonostante la crisi dei pubblici esercenti la Regione regola la vendita dei pasti nelle case degli agricoltori".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.