Erasmus+. Fondi europei per l’educazione sessuale: ECR contro il progetto “Spark”
Un gruppo di eurodeputati del gruppo ECR ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione scritta per fare luce sul progetto Erasmus+ “Spark”, beneficiario di un contributo dell’Unione Europea di circa 400.000 euro per formare dirigenti scolastici, insegnanti e genitori sull’educazione sessuale.
Secondo quanto si legge nel testo, il progetto punterebbe a coinvolgere, come indicato sul sito ufficiale dell’iniziativa, “l’intera comunità scolastica”. Per i firmatari, destinare fondi europei all’insegnamento dell’educazione sessuale ai bambini, o alla formazione di chi dovrebbe trasmetterla loro, apparirebbe piuttosto discutibile. Gli eurodeputati sostengono che i bambini abbiano diritto a ricevere dalla scuola una solida formazione nelle competenze fondamentali, mentre su temi sensibili come la sessualità il ruolo e la responsabilità principali spetterebbero ai genitori.
Nell’interrogazione, i parlamentari chiedono alla Commissione di chiarire tre punti. Innanzitutto, quali contenuti specifici saranno sviluppati e diffusi nell’ambito del progetto Spark, finanziato con circa 400.000 euro di fondi Erasmus+. In secondo luogo, in che modo l’esecutivo comunitario intenda garantire il pieno rispetto del diritto dei genitori a essere coinvolti e a veder rispettata la conformità dell’istruzione dei propri figli alle proprie convinzioni, come sancito dall’articolo 14, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, e se sia previsto un meccanismo esplicito di consenso informato. Infine, i firmatari chiedono se la Commissione ritenga opportuno continuare a finanziare, con risorse comunitarie, progetti che promuovono approcci ideologicamente divisivi in materia di educazione sessuale, trattandosi di un ambito che i Trattati riservano principalmente alla responsabilità degli Stati membri.
foto National Erasmus+ Office Israel
