Erasmus+ e caro vita, la Commissione valuta correttivi per garantire l’accesso agli studenti meno abbienti
L’aumento del costo della vita nelle principali città universitarie europee mette sotto pressione i beneficiari del programma Erasmus+, pilastro della mobilità studentesca nell’Unione. A sollevare la questione con un’interrogazione scritta alla Commissione è stato l’eurodeputato Piotr Müller, che ha chiesto chiarimenti sull’adeguatezza delle borse di studio rispetto all’inflazione e al caro affitti.
Secondo Müller, la crisi abitativa in diverse aree dell’Europa occidentale e il rapido aumento dei canoni di locazione stanno creando barriere economiche per gli studenti provenienti da Paesi con redditi più bassi. “Senza un rapido adeguamento degli importi, ha avvertito, il rischio è che la mobilità internazionale diventi un’opportunità riservata soprattutto ai più abbienti, snaturando la vocazione inclusiva del programma”.
Nella risposta del 26 febbraio 2026, a nome della Commissione, la vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu ha ribadito l’impegno dell’UE a garantire pari accesso all’istruzione, ricordando l’esistenza di strumenti come il contributo aggiuntivo per studenti con minori opportunità economiche.
Bruxelles riconosce tuttavia che l’accesso a un alloggio a prezzi sostenibili rappresenta una criticità crescente, che colpisce non solo gli studenti Erasmus+ ma anche quelli iscritti a tempo pieno, sia nazionali sia internazionali. In questo contesto si inserisce il Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile, che prevede investimenti per ampliare l’offerta di alloggi e misure di sostegno dedicate agli studenti, tra cui la valutazione di un possibile schema di garanzia per facilitare l’accesso al mercato privato e un progetto pilota Erasmus+ per aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi contenuti per studenti provenienti da contesti svantaggiati.
Per quanto riguarda le borse di mobilità, la Commissione precisa che gli importi tengono conto del costo della vita nel Paese di destinazione e delle condizioni economiche del Paese di origine. Le agenzie nazionali possono modulare i contributi in base al cofinanziamento disponibile e alla domanda. Gli importi vengono aggiornati considerando sia i tassi di inflazione sia analisi statistiche sui prezzi di mercato, per verificarne l’adeguatezza rispetto ai costi reali.
Infine, la proposta per il nuovo regolamento Erasmus+ prevede la possibilità di rivedere i meccanismi di sostegno finanziario per migliorare l’accesso delle persone con minori opportunità. La Commissione ha annunciato anche uno studio sulle regole di finanziamento, con un’analisi dei costi della vita nelle diverse città europee.
