Ceuta, l’enclave spagnola sotto pressione: 40mila migranti provano ad entrare in Ue
Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana, sta attraversando una delle fasi più critiche degli ultimi anni. Nelle ultime ore migliaia di persone hanno tentato di raggiungere il territorio spagnolo dal Marocco, in un afflusso che secondo alcune stime avrebbe sfiorato i 40mila migranti, mettendo a dura prova le capacità di accoglienza della città.
Numeri in forte crescita.
Le cifre diffuse dalle diverse fonti divergono in modo significativo. Il quotidiano spagnolo El País ha riportato stime delle forze di sicurezza secondo cui oltre 40mila migranti irregolari sarebbero entrati a Ceuta nei giorni scorsi, con il picco registrato giovedì. Alcune fonti citate dallo stesso giornale ipotizzano che il numero reale possa avvicinarsi ai 50mila, un dato che, anche nella sua stima più prudente, rappresenterebbe un incremento di quasi il 50% rispetto alla popolazione ufficiale dell’enclave, che si attesta intorno agli 80mila abitanti.
Altre ricostruzioni giornalistiche, riprese anche dalla stampa spagnola, parlano invece di oltre 1.500 persone che nell’arco di una settimana avrebbero raggiunto Ceuta a nuoto, mentre altre migliaia avrebbero percorso il tragitto via terra. Il numero esatto degli arrivi non è stato ancora confermato dalle autorità.
Nelle ultime ore, secondo quanto riferito, centinaia di persone entrate irregolarmente a Ceuta avrebbero iniziato a fare ritorno in Marocco attraverso lo stesso valico utilizzato per l’ingresso.
Vittime e tentativi di attraversamento.
La traversata resta estremamente pericolosa. Il Servizio marittimo di soccorso spagnolo e la Croce Rossa hanno tratto in salvo oltre un centinaio di persone in mare, mentre la Guardia Civil ne ha assistite altre circa 200 con imbarcazioni di pattugliamento. Sono stati inoltre recuperati due corpi senza vita al largo delle coste di Ceuta, che portano a 29 il numero delle vittime registrate quest’anno lungo quel tratto di costa. Una fonte della polizia ha riferito all’emittente pubblica RTVE che il bilancio delle vittime legate agli arrivi di massa sarebbe salito a 19.
In mattinata, centinaia di migranti avrebbero inoltre tentato di scavalcare le recinzioni di confine sia a Ceuta sia a Melilla, l’altra enclave spagnola in Nordafrica, scontrandosi con le forze dell’ordine.
La risposta di Madrid e Rabat.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato che il governo sta mobilitando tutte le risorse disponibili per fronteggiare la situazione. Sánchez e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska sono attesi in visita a Ceuta. Le autorità hanno inoltre disposto l’invio dell’esercito a supporto della Guardia Civil per garantire la sicurezza nella città.
Sul fronte marocchino, le forze di sicurezza sono intervenute all’alba per bloccare migliaia di migranti diretti verso la recinzione di confine, fermando in particolare molti giovani e trasferendoli fuori dalla città settentrionale di Fnideq, mentre continuano le operazioni per intercettare altri gruppi in movimento verso Ceuta.
L’intervento marocchino arriva dopo che, secondo la stampa spagnola, tra le 1.500 e le 2mila persone – in gran parte cittadini marocchini – avrebbero raggiunto Ceuta a nuoto nell’arco di dieci giorni. Giovedì il ministero dell’Interno spagnolo ha reso noto che Madrid e Rabat hanno concordato di rafforzare la cooperazione bilaterale e accelerare i rimpatri di chi è entrato irregolarmente nell’enclave.
Il quadro si complica alla luce di una recente sentenza della Corte Suprema spagnola, che ha stabilito come i migranti intercettati in mare mentre tentano la traversata a nuoto verso Ceuta o Melilla non possano essere rimpatriati in modo immediato. Le autorità marocchine, dal canto loro, non hanno ancora commentato né l’accordo con Madrid né i meccanismi di rimpatrio, né le notizie relative alle vittime.
Le cause economiche e sociali.
Dietro ai flussi migratori dal Marocco pesano fattori economici e sociali di lungo periodo. Secondo il Consiglio economico, sociale e ambientale marocchino, a maggio 2024 circa 1,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni non risultavano né occupati né inseriti in percorsi di istruzione o formazione. L’Alto commissariato al Piano segnala comunque un lieve miglioramento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione sceso al 13% nel 2025 dal 13,3% dell’anno precedente, a fronte della creazione di quasi 193mila nuovi posti di lavoro.
Le polemiche politiche.
La crisi ha riacceso lo scontro politico sulla strategia migratoria del governo spagnolo. Il leader del partito di estrema destra Vox, Santiago Abascal, ha parlato apertamente di “invasione” per descrivere la situazione a Ceuta. Critiche sono arrivate anche dalla co-presidente di Alternative für Deutschland, Alice Weidel, mentre il leader del Partito popolare europeo, Manfred Weber, ha chiesto a Madrid di rispettare gli impegni previsti dal Patto europeo su migrazione e asilo.
Ceuta e Melilla restano gli unici territori dell’Unione europea a condividere un confine terrestre con il continente africano, una peculiarità geografica che le rende da anni terreno di scontro ricorrente sulle politiche migratorie del blocco comunitario. Non è la prima volta che l’enclave si trova al centro di un’emergenza di queste proporzioni: già nel 2021 almeno 8mila persone erano entrate a Ceuta dal Marocco in circostanze analoghe.
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