C’è da essere ottimisti sul dibattito regionale del Recovery Plan?

Nonostante permanga il giallo del piano interventi sul Recovery plan presentato dalla Giunta regionale al Governo – la famosa lista dei 206 progetti – oggi l’esponente dell’UDC-Cambiamo, Antonello Peru, ha ricordato, forse alla stessa maggioranza, l’esigenza di mettere al centro della discussione politica regionale la questione del Recovery Plan, lanciando, inoltre, un appello al nuovo Esecutivo nazionale affinché si apra nel più breve tempo possibile un dibattito sulla programmazione e gestione dei fondi: “Il Governo Draghi apra subito un confronto con la regione Sardegna sui progetti strategici da attuare nell’isola con i fondi del Recovery Plan. Fino ad oggi, con il Governo Conte, è mancata praticamente del tutto la condivisione sulle scelte e sugli obiettivi da raggiungere nella nostra Regione con le risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)”.

Antonello Peru, Foto Sardegnagol, riproduzione riservata, 2020 Gabriele Frongia
Antonello Peru, Foto Sardegnagol, riproduzione riservata

Fondi che per Antonello Peru rappresentano “un’opportunità unica per disegnare un nuovo modello di sviluppo della Sardegna” e per i quali è prevista una procedura negoziata, tale da consentire la programmazione degli interventi di concerto con lo Stato e l’Unione europea. Un iter, che per l’esponente dell’UDC regionale, non sarebbe stato applicato per il Recovery Plan, rendendo inutile l’apertura del dibattito in Sardegna: “Serve un vero e proprio cambio di impostazione che ci auguriamo possa avvenire con l’arrivo del nuovo governo”.

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Un cambio di passo che si auspica possa essere ‘testimoniato’ innanzitutto a livello regionale, dove in questi mesi è mancato il confronto sul piano regionale del Recovery Plan, come lamentato da numerosi esponenti dell’opposizione, nonchè la trasparenza sulla lista dei progetti presentati dalla Giunta regionale, secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, Desirè Manca.

Michele Ciusa, Desirè Manca, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Michele Ciusa, Desirè Manca, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Progetti dei quali nessuno ha mai sentito parlare, se non per indicizzazione analitica, e che, data la mediocrità della discussione politica registrata finora, rischiano di rivelarsi come l’ennesima occasione sprecata per l’Isola, per effetto di un’azione politica estemporanea alla quale ci siamo tutti colpevolmente assuefatti.

Ricordiamolo, una gestione della ‘cosa pubblica’ che, negli ultimi 12 mesi di pandemia, non ha fatto molto per colmare la perdita di produttività delle imprese isolane registrando, tra l’altro, numerosi ritardi ‘di procedura’ e disagi per le aziende e i lavoratori autonomi – come ricordano tristemente i bandi (R)ESISTO e per le indennità una tantum – e che ha volto il proprio sguardo verso interventi incoerenti con il timing dell’emergenza sanitaria, a partire dalla riforma degli Enti locali – che sta creando non pochi malumori all’interno dei territori – e, cosa ancora più insolita, del Sistema Sanitario Regionale…in piena pandemia.

Consiglio Regionale Sardegna
Consiglio Regionale Sardegna

A cosa andrebbe ascritta, quindi, l’assenza di un articolato dibattito sul Recovery Plan in Consiglio regionale e di qualsiasi altra azione di animazione locale e di coinvolgimento dei portatori di interesse? Può forse aiutare una pianificazione frettolosa ideata senza il parere delle espressioni qualificate dei territori e delle professioni, soprattutto data l’assenza di esperti – fatti i dovuti distinguo – all’interno del Consiglio? Perché il tema non è mai entrato realmente nel vivo della calendarizzazione dei lavori all’interno del Consiglio regionale, essendo ritenuto di fondamentale importanza “per disegnare un nuovo modello di sviluppo della Sardegna?”.

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Per darsi una risposta basterebbe, con molta probabilità, una rapida consultazione del sito del Consiglio regionale della Sardegna e della ‘qualità’ delle diverse proposte di legge presentate negli ultimi tempi dai gruppi consiliari, per rendersi conto di quanto sia problematica qualsiasi riflessione ottimistica verso un dibattito politico ragionato e per l’impiego ottimale delle risorse del Recovery Plan in Sardegna.

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