Cantieri archeologici del Sulcis, Michele Ciusa: “Inaccettabile stop ai lavori”.

“La Giunta sta portando avanti un piano di valorizzazione del nostro patrimonio archeologico, sia in funzione di salvaguardia di beni dal valore storico inestimabile, sia come attrattore turistico in un mercato sempre più competitivo, nel quale la Sardegna può presentare un’offerta che coniughi le testimonianze di antiche civiltà alle naturali bellezze paesaggistiche”.

“Così, lo scorso 30 aprile il Presidente Solinas, ha espresso ancora una volta la sua intenzione di voler tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico sardo. Tuttavia – osserva Michele Ciusa – non si comprende perché la Giunta regionale abbia consentito la chiusura dei cantieri archeologici del Sulcis, fino allo scorso 30 aprile gestiti e manutenuti da circa cinquanta lavoratori ex ATI-IFRAS. In particolare – spiega il capogruppo del m5s – si tratta dei cantieri archeologici del nuraghe Seruci, del nuraghe Sirai, delle aree archeologiche di Sant’Antioco e Pani Loriga, ricompresi all’interno del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna”.

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“Uno stop ai lavori – prosegue – dovuto al fatto che i lavoratori impiegati da vent’anni negli scavi sono stati assegnati ad altre mansioni, sempre nell’ambito dei lavori di manutenzione del Parco Geominerario. Il recente contratto d’appalto per il Servizio di Facility management e gestione integrata di servizi e attività nelle aree del Parco Geominerario (stipulato per un periodo di 24 mesi e dal valore complessivo di 32.093.970,60 euro) non prevede infatti interventi manutentivi e di gestione delle aree archeologiche. Ciò, nonostante i sindaci dei comuni interessati, assieme alla Soprintendenza, avessero chiesto a suo tempo che la manutenzione dei siti archeologici venisse ricompresa”.

“Incremento dell’occupazione e rafforzamento dell’offerta turistico-culturale – conclude Ciusa – non possono prescindere dalla tutela del nostro patrimonio archeologico, unico nel panorama nazionale, in cui è necessario investire anche e soprattutto nell’ottica di promozione del territorio e di nuove opportunità in ambito occupazionale”.

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