Bruxelles verso il 21° pacchetto: niente embargo totale sul greggio russo
L’Unione europea si prepara a varare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ma senza includere una delle misure più drastiche più volte evocate nel dibattito politico: il blocco totale del petrolio russo. Una scelta che mette in luce il divario tra la retorica della massima pressione su Mosca e la capacità dell’Ue di tradurla in decisioni condivise.
Secondo quanto riportato da Politico sulla base di fonti diplomatiche europee, il 21° pacchetto di sanzioni non dovrebbe comprendere né un embargo totale sul greggio russo né nuove restrizioni ai servizi marittimi collegati al suo trasporto. Le proposte, infatti, non avrebbero raccolto il consenso necessario tra gli Stati membri.
Il risultato è che Bruxelles continua a presentare nuove iniziative sanzionatorie mentre rinvia misure che colpirebbero direttamente una delle principali fonti di entrata della Russia. L’attenzione resta così concentrata sull’adeguamento del meccanismo del price cap, il tetto al prezzo del petrolio russo, già in vigore e destinato a essere riesaminato nei prossimi mesi.
La scelta evidenzia una persistente difficoltà dell’Unione nel mantenere una linea pienamente coerente tra obiettivi dichiarati e strumenti adottati. Da un lato, l’Ue ribadisce la volontà di aumentare la pressione economica sul Cremlino; dall’altro, le divisioni interne continuano a limitare l’adozione delle misure energetiche più incisive.
Il sistema attuale, come noto, dovrebbe vietare alle imprese europee di fornire servizi assicurativi e di trasporto per il petrolio russo venduto oltre il limite di prezzo stabilito. Tuttavia, il mancato accordo su un embargo totale conferma come, a oltre quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il dossier energetico resti uno dei terreni più sensibili e controversi all’interno dell’Unione.
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