10 Luglio 2026
EuropaPolitica

Bruxelles richiama l’Italia: tre nuove procedure d’infrazione su appalti, pedaggi e magistrati onorari.

La Commissione europea ha deciso di avviare o proseguire tre distinte azioni legali contro l’Italia per mancato allineamento al diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici, infrastrutture stradali e condizioni di lavoro dei magistrati onorari.

Appalti pubblici: terza lettera di costituzione in mora per mancato recepimento delle direttive UE.

La Commissione europea ha inviato all’Italia una terza lettera complementare di costituzione in mora (procedura INFR(2018)2273) per il non corretto recepimento di alcune disposizioni delle direttive europee sugli appalti pubblici — 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE.

Le direttive UE impongono che tutti gli appalti pubblici di valore superiore a una certa soglia siano oggetto di gara aperta e trasparente, nel rispetto dei principi di parità di trattamento, concorrenza leale e non discriminazione.

Secondo Bruxelles, alcune norme del Codice italiano dei contratti pubblici, adottato nell’aprile 2023 e modificato nel dicembre 2024, non risultano conformi ai requisiti comunitari, in particolare per quanto riguarda le procedure di aggiudicazione dei finanziamenti dei progetti e la tutela dei segreti tecnici e commerciali nelle gare.

L’Italia dispone ora di due mesi per rispondere e correggere le irregolarità segnalate. In caso contrario, la Commissione potrà procedere con un parere motivato, secondo la procedura d’infrazione prevista dai Trattati.

Pedaggi stradali: l’Italia deferita alla Corte di giustizia dell’UE.

In una decisione separata, la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea (procedura INFR(2024)0161) per incompleto recepimento della direttiva (UE) 2022/362, che modifica la cosiddetta “direttiva Eurobollo” in materia di tassazione dei veicoli per l’uso di infrastrutture stradali.

Nonostante la lettera di costituzione in mora del 23 maggio 2024 e il parere motivato del 16 dicembre 2024, le autorità italiane non hanno notificato alla Commissione il recepimento completo della normativa.

Roma ha finora comunicato solo due misure parziali, ma per Bruxelles gli sforzi non sono sufficienti. Per questo motivo, la Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia e di richiedere l’imposizione di sanzioni pecuniarie nei confronti dell’Italia.

Magistrati onorari: doppia procedura per violazione del diritto del lavoro UE.

La Commissione ha inoltre avviato una nuova procedura di infrazione (INFR(2025)2159) nei confronti dell’Italia per il mancato allineamento della normativa sui magistrati onorari al diritto del lavoro dell’Unione europea.

La lettera di costituzione in mora riguarda i magistrati onorari in servizio al 15 agosto 2017, per i quali il diritto italiano prevede condizioni diverse rispetto a coloro nominati successivamente. Tale distinzione ha portato la Commissione ad avviare due procedimenti distinti.

Per i magistrati assunti dopo il 2017, Bruxelles ha già deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia (procedura INFR(2016)4081), ritenendo che la normativa italiana non rispetti le direttive UE in materia di lavoro a tempo determinato (1999/70/CE), lavoro a tempo parziale (1997/81/CE), orario di lavoro (2003/88/CE) e tutela delle lavoratrici gestanti (89/391/CEE).

La Commissione ha ricordato che la procedura era stata avviata nel luglio 2021, con successive lettere e pareri motivati nel 2022, 2023 e 2024, ma senza risultati soddisfacenti.

Per i magistrati nominati prima del 15 agosto 2017, Bruxelles contesta invece norme che impongono loro di rinunciare a diritti garantiti dal diritto UE — come indennità di malattia, infortunio, maternità, ferie retribuite e trattamento fiscale — nel caso vogliano accedere alla magistratura permanente.

L’Italia ha ora due mesi per fornire chiarimenti e adottare misure correttive, prima che la Commissione decida se emettere un parere motivato.

foto Aurore Belot Copyright: © European Union 2016 – Source : EP