Banche e trust: la Commissione infligge ammende per 371 milioni euro.

NomuraRBS (ora NatWest), UBSUniCredit e WestLB (ora Portigon) per la Commissione europea hanno violato le norme antitrust dell’UE tramite la partecipazione di un gruppo di trader a un cartello nel mercato primario e secondario dei titoli di Stato europei. Pratiche che violano le norme dell’UE sulle operazioni commerciali anticoncorrenziali quali la collusione sui prezzi (articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e articolo 53 dell’accordo SEE).

A Nomura, UBS e UniCredit sono inflitte ammende per un totale di 371 milioni di euro . NatWest non è stata sanzionata in quanto ha rivelato alla Commissione l’esistenza del cartello. Portigon, il successore legale ed economico di WestLB, ha ricevuto un’ammenda pari a zero in quanto non ha generato alcun fatturato netto nel corso dell’ultimo esercizio finanziario utilizzato per calcolare il massimale dell’ammenda.

Le banche di investimento, in particolare, hanno partecipato a un cartello per mezzo di un gruppo di trader che lavoravano nei rispettivi uffici specializzati in titoli di Stato europei e operavano in una cerchia ristretta di persone di fiducia. Questi trader erano regolarmente in contatto tra loro, principalmente in chatroom multilaterali sui terminali di Bloomberg. In queste chatroom i trader interessati scambiavano informazioni sensibili sul piano commerciale. Si informavano e aggiornavano l’un l’altro sui prezzi e sui volumi offerti in preparazione delle aste e sui prezzi presentati ai loro clienti o al mercato in generale. Discutevano e si fornivano reciprocamente aggiornamenti periodici sulle rispettive strategie di offerta in preparazione delle aste degli Stati membri della zona euro al momento dell’emissione di titoli denominati in euro sul mercato primario, nonché sui parametri di negoziazione sul mercato secondario.

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Pratiche realizzate tra il 2007 e il 2011, interessando l’intero Spazio economico europeo (SEE).

Per Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva della Commissione e responsabile della politica di concorrenza: “Il buon funzionamento del mercato dei titoli di Stato europei è fondamentale sia per gli Stati membri della zona euro che emettono tali titoli per generare liquidità, sia per gli investitori che li acquistano e li scambiano. La nostra decisione nei confronti di Bank of America, Natixis, Nomura, RBS, UBS, UniCredit e WestLB invia un messaggio chiaro del fatto che la Commissione non intende tollerare alcun tipo di comportamento collusivo. È inaccettabile che, nel bel mezzo della crisi finanziaria, quando è stato necessario salvare molti istituti finanziari ricorrendo a fondi pubblici, queste banche di investimento abbiano stretto un’intesa collusiva in questo mercato a scapito degli Stati membri dell’UE”.

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Nel determinare il livello delle ammende, la Commissione ha tenuto conto in particolare del valore delle vendite nel SEE realizzato dai partecipanti al cartello per i prodotti in questione, del carattere grave dell’infrazione, compreso il fatto che il cartello riguardava un prodotto finanziario denominato in euro sul mercato primario e secondario, della portata geografica dell’infrazione e della durata della partecipazione.

Società Durata della partecipazione Ammenda (in €)
Bank of America 29.1.2007 – 6-11.2008 N/A (termine di prescrizione superato)
Natixis 26.2.2008 – 31.12.2009 N/A (termine di prescrizione superato)
NatWest (RBS) 4.1.2007 – 31.12.2011 0 (immunità dalle ammende)
Nomura 18.1.2011 – 28.11.2011 129 573 000
UBS 4.1.2007 – 31.12.2011 172 378 000
UniCredit 9.9.2011 – 28.11.2011 69 442 000
Portigon (WestLB) 19.10.2009 – 3.6.2011 0 (ammenda limitata al 10 % del fatturato)
Le sanzioni inflitte dalla Commissione UE

I titoli di Stato europei, al centro delle violazioni delle banche d’investimento, sono titoli di debito emessi in euro dalle amministrazioni centrali degli Stati membri della zona euro. I governi emettono titoli di Stato europei per raccogliere fondi sui mercati finanziari internazionali: contraggono prestiti a scadenza fissa e a tasso di interesse predefinito. Il detentore del titolo percepisce periodicamente gli interessi (cedola) e riscuote l’importo del capitale alla data di scadenza prestabilita. I titoli sono inizialmente emessi sul mercato primario, dove un numero limitato di banche di investimento – gli “operatori primari” – può presentare offerte per i suddetti titoli nel corso di aste o talvolta acquistarli tramite sindacazione. Successivamente, gli operatori primari collocano e scambiano i titoli con altri investitori sul mercato secondario. Tra questi investitori figurano altre banche, gestori di attivi, fondi pensione, fondi speculativi e grandi società che possono conservare i titoli come investimenti o scambiarli ulteriormente tramite broker, come qualsiasi altro strumento finanziario.

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La direttiva sulle azioni di risarcimento per violazione delle norme antitrust, che gli Stati membri erano tenuti a recepire nei rispettivi ordinamenti nazionali entro il 27 dicembre 2016, consente a chi è vittima di pratiche anticoncorrenziali di ottenere più facilmente un risarcimento.