Aggressione alla guardia medica di Ittiri, Ordine assistenti sociali: “Basta superficialità”.

Basta superficialità e strumentalizzazione. Questo l’appello alle istituzioni lanciato oggi dall’Ordine degli assistenti sociali della Sardegna, dopo l’aggressione avvenuta nella guardia medica di Ittiri.

“Stigmatizziamo la sommaria e infondata accusa che è stata rivolta a mezzo stampa alle colleghe dei servizi sociali, responsabili, a loro insaputa, del mancato inserimento “in una casa cura o in una comunità protetta” del soggetto che si è reso protagonista dell’episodio di violenza che da qualche giorno è balzato agli onori delle cronache, anche politiche. E’ noto, infatti che non rientri nelle possibilità e nei compiti dei servizi sociali comunali l’inserimento in strutture socio-assistenziali di persone adulte, affette da dipendenze e patologie non compensate, peraltro senza il consenso degli interessati”, si legge nella nota dell’Ordine.

LEGGI ANCHE:  4 milioni per il dissesto idrogeologico.

Un episodio per nulla eccezionale ricordano gli assistenti sociali della Regione Sardegna: “Le stesse assistenti sociali del Comune di Ittiri, senza peraltro richiamare clamore mediatico e istituzionale, sono state fatte oggetto in maniera ripetuta di minacce e aggressioni, come possono testimoniare gli interventi della polizia locale, dei carabinieri e del soccorso del 118, da parte dello stesso soggetto e di altri cittadini in condizioni di disagio, a dimostrazione delle diverse problematiche presenti in questo momento ad Ittiri. A ciò si è aggiunta la recente iniziativa assunta da un’autorevole esponente del consiglio regionale della Sardegna che, in un video diffuso sulla piattaforma social Facebook (video poi rimosso), ha
riproposto le accuse dei familiari dell’uomo protagonista dell’aggressione alla guardia medica, nei confronti dei servizi sociali del Comune”.

LEGGI ANCHE:  La Regione chiede la zona gialla, Solinas: "I dati confermano il netto miglioramento".

Azione scellerata – come spesso confermato quotidianamente dallo scarso tenore istituzionale dei nostri rappresentanti dell’Aula – che rischia di “generare nuove escalation di violenza”, rimarca il Consiglio regionale degli assistenti sociali della Sardegna.