14 Ottobre 2026
Sardegna

Bonus sociale energia e Carta “dedicata a te”. Basta un euro in più di Isee per perdere gli aiuti

Mentre i prezzi dell’energia risalgono, l’accesso al bonus sociale gas dipende da una linea di demarcazione molto netta. Nel 2026, per i nuclei con meno di quattro figli a carico, un Isee di 9.796 euro può dare diritto all’agevolazione, mentre 9.797 euro fanno perdere il requisito economico. È quanto emerge dalle regole Arera, rilette dall’analisi di Manirent.

Il 9 ottobre le quotazioni del gas sul mercato di Amsterdam hanno toccato gli 80,33 euro al megawattora (+1,8%), nel clima di tensione in Medio Oriente. Il dato riguarda però il mercato all’ingrosso e non si riflette direttamente sulle bollette. Per i clienti del Servizio di tutela della vulnerabilità, Arera usa la media mensile del mercato italiano Psv: la componente di approvvigionamento è passata da 64,1540 euro/MWh in agosto a 78,8021 in settembre, con un aumento del 22,83%. Si tratta però solo di una voce della bolletta, che comprende anche altri costi e imposte. Nello stesso periodo, secondo l’Autorità, la spesa complessiva dell’utente tipo è cresciuta del 12,7%.

La delibera Arera 2/2026/R/com ha fissato dal 1° gennaio la soglia Isee ordinaria a 9.796 euro. Per i nuclei con almeno quattro figli a carico il limite resta 20.000 euro. Servono poi gli altri requisiti, tra cui una Dsu valida e, per le forniture dirette, un contratto domestico intestato a un componente del nucleo.

Un single con Isee a 9.500 euro può rientrare, una coppia con 9.797 euro no. Una famiglia con tre figli e Isee a 15.000 euro supera il limite ordinario, mentre una con quattro figli può restare sotto la soglia più alta. Il bonus non si riduce gradualmente: oltre il limite applicabile, il requisito economico cade. Manirent osserva che una variazione di un solo euro può cambiare l’accesso al beneficio senza modificare in modo sensibile le uscite familiari.

Quando viene riconosciuto, il bonus varia per trimestre, composizione del nucleo, consumi e zona climatica: non equivale a uno sconto uniforme del 15% sulla bolletta. Nel 2025, in Sardegna, i bonus gas riconosciuti corrispondevano all’8% dei punti di riconsegna domestici, un dato che però non misura i nuclei appena sopra la soglia di quest’anno.

L’Isee fotografa redditi, patrimoni e composizione familiare, ma non il gas necessario a scaldare una casa. Arera tiene conto della zona climatica per calcolare l’importo, ma il limite Isee è uguale in tutto il Paese. Così due nuclei separati da un euro possono avere esiti opposti pur con esigenze energetiche simili.

Per chi teme nuovi rincari, la scelta riguarda anche il contratto: un’offerta a prezzo fisso stabilizza il costo della materia prima per il periodo previsto, una indicizzata segue il parametro stabilito. Nessuna garantisce di per sé la bolletta più bassa, perché contano anche le altre condizioni. Meglio, avvertono gli analisti, calcolare il proprio margine mensile reale senza includere un bonus a cui la soglia potrebbe precludere l’accesso.

Un esempio illustrativo: per 100 metri cubi standard ipotetici, la sola componente di approvvigionamento a settembre sarebbe risultata più cara di 15,67 euro rispetto ad agosto. Non è una previsione delle bollette invernali.

Carta “Dedicata a te” 2026-27: in Sardegna 43.282 carte, e per l’Isee basta un centesimo a fare la differenza.

15.000,00 euro: dentro. 15.000,01 euro: fuori. È il confine fissato per la Carta Dedicata a te 2026-27 dal decreto interministeriale del 24 giugno 2026, che richiede un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro. Un solo centesimo di scarto cambia l’esito del requisito economico, senza alcuna gradualità.

Per i nuclei selezionati sono previsti 500 euro nel 2026 e altri 500 nel 2027, anche se il decreto consente di rideterminare la seconda quota in base alle risorse residue.

Rientrare nel limite permette solo di accedere alla selezione. Prima dell’assegnazione i nuclei devono rispettare i requisiti di residenza e iscrizione anagrafica e non devono percepire prestazioni incompatibili, tra cui Assegno di inclusione, Carta acquisti, NASpI e Dis-Coll nei casi indicati dalla norma. Un nucleo con Isee a 12.000 euro può dunque restare escluso. Solo dopo scatta l’ordine di priorità: a parità di categoria, una famiglia con Isee a 9.500 euro precede una con 14.500.

Le carte non sono distribuite in modo uniforme. Il 50% è ripartito in base alla popolazione residente di ciascun Comune, il restante 50% tiene conto dello scarto tra reddito medio pro capite comunale e nazionale, ponderato per la popolazione. Alla Sardegna ne spettano 43.282, pari al 3,68% delle 1.177.597 previste in tutta Italia.

L’ufficio studi di Manirent, applicando le regole del decreto a cinque casi rappresentativi, rileva che il passaggio da 15.000,00 a 15.000,01 euro modifica subito l’ammissibilità, mentre differenze molto più ampie sotto la soglia incidono soprattutto sulla posizione in graduatoria.

In uno scenario puramente indicativo, se solo l’1% delle carte riguardasse nuclei vicinissimi al limite, si parlerebbe di circa 11.776 famiglie per cui una piccola differenza nell’Isee sarebbe decisiva. È un calcolo teorico: non esistono dati ufficiali su quante famiglie si concentrino appena sopra o sotto la soglia.

Il tema, dunque, non è la chiarezza della regola, ma quanto una soglia unica possa rappresentare differenze minime tra nuclei in condizioni simili. Un limite fisso semplifica la gestione amministrativa, ma crea inevitabilmente un punto in cui una variazione minima produce un risultato opposto.

Per i cittadini, le verifiche pratiche sono tre: controllare che l’Isee ordinario in corso di validità sia corretto, accertare l’eventuale presenza di prestazioni incompatibili e consultare l’elenco pubblicato dal proprio Comune.