Truffe e abusi degli influencer, Didier: “Serve quadro comune in UE”.

Esiste un’area grigia intorno agli influencer nell’UE? Decisamente sì secondo Geoffrtoy Didier del Partito Popolare Europeo firmatario di una interrogazione destinata alla Commissione europea, mirata a far luce sull’intenzione di creare un quadro comune a tutela degli utenti della rete e della concorrenza nell’Unione.

Un problema per ampi versi già affrontato lo scorso 30 marzo 2023, dall’Assemblea nazionale francese con l’approvazione di una proposta di legge per combattere le truffe e gli abusi commessi dagli influencer sui social media. Testo, ha ricordato l’esponente del PPE, che definisce, oltre a un quadro di condotta, il quadro legislativo nazionale degli influencer, vietando, tra l’altro, la pubblicità di interventi chirurgici, prodotti e servizi finanziari.

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Sul tema è intervenuto ieri il Commissario Thierry Breton che, a nome della Commissione europea, ha precisato che la figura di influencer è disciplinata dalla direttiva sulle pratiche commerciali saleali (2005/29/CE) e che l’Esecutivo von der Leyen, sta valutando se il concetto di influencer e gli obblighi che questi hanno nei confronti dei consumatori debbano essere ulteriormente chiariti. Su quest’ultimo punto il Commissario ha ricordato che “la conclusione della verifica di idoneità è prevista per la metà del 2024″ e che la la legge sui servizi digitali prevede regole applicabili anche all’attività di influencer”. Disposizioni, però, che saranno pienamente applicabili a partire dal 17 febbraio 2024.

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Nel frattempo, conclude Breton, “quando gli influencer soddisfano i criteri di cui all’articolo 1, lettera a), punti i) e g), della direttiva sui servizi di media audiovisivi essi possono essere considerati servizi di media on-demand e sono tenuti a rispettare i requisiti specifici di correttezza e trasparenza della pubblicità, come ad esempio la garanzia della riconoscibilità della pubblicità e il divieto di pubblicità su tabacchi e prodotti medicinali”.

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