23 Settembre 2026
Sport

Stadio Cagliari, Giulini all’attacco: “Dieci anni di burocrazia sono una vergogna”

Tommaso Giulini non ci gira intorno. Intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore sportivo Pietro Accardi e del responsabile del settore giovanile Max Canzi, il patròn del Cagliari ha colto l’occasione per dire quello che pensa sul nodo stadio.

“Ritengo vergognoso aver impiegato dieci anni per arrivare alla conferenza di servizi decisoria, che ha approvato il progetto appena un anno fa”. Una frase che pesa come un macigno e che fotografa la frustrazione accumulata in un decennio di iter burocratici, valutazioni tecniche e ostacoli amministrativi. “Sei o sette anni li abbiamo trascorsi a discutere di questioni tecniche”, ha proseguito Giulini . “Di fronte a questo, perdere due o tre mesi per aspetti finanziari è davvero l’ultimo dei problemi”.

Traguardo vicino?

Sul cronoprogramma attuale, il numero uno rossoblù si dice cauto ma fiducioso. L’amministrazione comunale ha indicato l’obiettivo di portare il progetto in Consiglio entro giugno e di bandire il concorso entro luglio, scadenze che Giulini considera realistiche, pur con qualche margine di tolleranza. “Anche se si slittasse a settembre o ottobre, sarebbe del tutto normale per un progetto di questa portata, sottoposto al vaglio di così tanti enti”, ha spiegato. “Quello che non è normale è ciò che è successo nei dieci anni precedenti”.

Un monito, il suo, che va oltre le vicende cagliaritane e si rivolge direttamente al Governo e alle istituzioni competenti: “Invito chi può intervenire a ragionarci bene, pensando anche alle altre città. Altrimenti per il calcio italiano sarà molto complicato andare avanti”.

I nuovi soci americani e la sfida della crescita.

A novembre il club ha accolto nuovi investitori statunitensi, entrati con una quota di minoranza ma con la possibilità di salire oltre il 50% del capitale in funzione dei progressi legati alla costruzione del nuovo impianto. Un ingresso che Giulini ha definito una svolta strategica. “Hanno scelto di legarsi al Cagliari con una prospettiva di cinque, forse dieci anni, portando una visione di crescita a lungo termine. Un club si costruisce dalle fondamenta, non sul mercato. Di calciatori ce ne sono tanti, ma la solidità si costruisce altrove”.

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