30 Ottobre 2026
Politica

Spopolamento, i Riformatori bocciano il bonus della Regione: “Pagare i giovani non servirà”

Si accende il dibattito politico sulla misura con cui la Regione punta a contrastare lo spopolamento dell’Isola. La delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta prevede un contributo di 20mila euro per i giovani under 40 che trasferiscono la residenza in Sardegna per lavorare o avviare un’impresa. La somma sale a 30mila euro per chi sceglie di stabilirsi in un comune con meno di cinquemila abitanti. Una scelta che ha raccolto numerose critiche.

Tra le voci contrarie quella dei Riformatori Sardi, che affidano la propria posizione a una nota del coordinatore regionale Aldo Salaris. Il bersaglio è lo stanziamento complessivo da 56 milioni di euro, che secondo il movimento verrebbe sottratto a investimenti strutturali in grado di generare lavoro stabile, migliorare i servizi e rendere davvero attrattivo il territorio. “Lo spopolamento si contrasta intervenendo sulle ragioni che spingono le persone a lasciare la Sardegna – sottolinea Salaris – non pagando perché qualcuno vi faccia ritorno”.

La destinazione di risorse così ingenti, osserva, “solleva dubbi sulle priorità della Giunta e sull’efficacia della strategia adottata”. Poi il richiamo all’equità: l’attenzione maggiore, sostiene, va riservata a chi ha deciso di restare, lavorare, fare impresa e investire nel proprio territorio, rafforzando l’economia locale e la vita delle comunità.

Particolarmente netto il giudizio sui piccoli centri. “Non basta offrire 30.000 euro per trasferirsi in un paese sotto i 5.000 abitanti se mancano servizi, scuole, assistenza sanitaria e opportunità occupazionali”, avverte Salaris, secondo cui il rischio è di “incentivare un trasferimento senza aver creato le condizioni per garantire una permanenza stabile”.

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