Sardegna, i fondi per lo sport tra “graduatoria tecnica” e i 697.630,030 euro di “contributi discrezionali dell’assessore”
C’è una colonna, nell’allegato al decreto n. 2 del 10 settembre 2026 della Regione Sardegna, che vale più di mille righe di comunicati istituzionali e che sembrerebbe inserirsi nella scia delle cosiddette “erogazioni a pioggia senza alcuna motivazione” nei settori sport e turismo già stigmatizzata dalla Corte dei Conti di Cagliari, lo scorso 11 luglio. Si tratta della colonna “contributo discrezionale assegnato dall’assessore (meglio renderlo evidente!), contenuta nell’allegato al decreto n.-2 del 10.09.2026.
Non è un dettaglio contabile qualunque. È la fotografia, messa nero su bianco in un atto pubblico, di quanto della torta da 3,5 milioni di euro destinata alle “manifestazioni sportive nazionali e internazionali ad alto tasso tecnico e promozionale” sfugga ai criteri tecnici , punteggi su classificazione dell’evento, storicità, rilevanza dell’organismo, presenza di utenze specifiche, disagio territoriale, e finisca invece nella discrezionalità (parole dell’atto) dell’assessora regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione e Sport, oggi in carica nella Giunta di Alessandra Todde.
Il numero, prima di tutto. Il totale della colonna “contributo discrezionale assegnato dall’assessore”, riportato in calce alla graduatoria, è di 697.630,030 euro. A fronte di un montante di 2.800.000,00 euro distribuito secondo la regola dichiarata (il 70% del contributo richiesto, calcolato sul punteggio tecnico), resta quindi una quota pari a un quinto dell’intero plafond , 697.630,030 euro su 3,5 milioni , che il decreto colloca fuori dal punteggio, in una casella a parte, a disposizione discrezionale del titolare dell’assessorato allo Sport. Non si può dire che non manchi il coraggio dalle parti di viale Trieste, in un periodo non proprio felice per la maggioranza del “governo dei migliori”.
Ed è qui che la domanda si fa politica, non solo contabile. Una tabella che assegna punti secondo criteri predefiniti – classificazione dell’evento, storicità, rilevanza dell’organismo organizzatore, peso sul disagio territoriale – serve esattamente a togliere discrezionalità alla scelta di chi finanziare con soldi pubblici. Se poi, in coda alla stessa graduatoria, si riserva comunque una dote libera di 697.630,030 euro all’assessore, la domanda sorge spontanea: a cosa serve costruire un punteggio tecnico oggettivo, se poi un quinto delle risorse può essere comunque redistribuito secondo criteri che il decreto non esplicita? Si può essere così arditi da indicare nello stesso decreto pubblico che “l’Assessore potrà
decidere, a propria discrezione, di attribuire un importo alle istanze utilmente
collocate in graduatoria ma non finanziate?”. La risposta è decisamente affermativa.
Non è un caso eccezionale, ovviamente: la prassi ricorda quella degli stanziamenti “a pioggia” gà visti nelle manovre e variazioni di bilancio, con fondi assegnati a discrezione del proponente politico: un classico della finanza pubblica italiana, regionale e nazionale. Ma proprio per questo la domanda resta legittima: è opportuno che un ente pubblico , non una fondazione bancaria, non un soggetto privato che eroga liberalità secondo statuto, pratichi la stessa logica di distribuzione discrezionale? Non era più corretto sostenere maggiormente gli enti e le entità sportive meritevoli (sulla base del punteggio tecnico), aumentando il contributo per le spese sostenute?
Insomma: il totale c’è, ed è chiaro : 697.630,030 euro di fondi pubblici sportivi sardi accantonati alla voce “discrezionale dell’assessore”. Quello che manca, nel documento reso pubblico finora, è la motivazione con cui quella somma verrà redistribuita rispetto ai 142 organismi già collocati in graduatoria sulla base di un punteggio tecnico.
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