3 Novembre 2026
Europa

Russia: “Fare chiarezza sugli “accordi” di Anchorage prima di nuove proposte di pace sull’Ucraina”

La Russia ha chiesto agli Stati Uniti di chiarire la situazione riguardo agli “accordi” raggiunti tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump durante il vertice in Alaska, prima di avanzare qualsiasi nuova proposta di pace sull’Ucraina.

Durante una conferenza stampa a Rzhev, nella regione russa di Tver, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha commentato le recenti dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo cui le proposte formulate al vertice di Anchorage, lo scorso agosto, sarebbero ormai fallite.

“Sorge una domanda logica, per qualche ragione mai affrontata dal Dipartimento di Stato né altrove: chi esattamente ha impedito l’attuazione della cosiddetta Formula di Anchorage, che avrebbe davvero potuto portare alla pace?”, ha dichiarato Zakharova.

La portavoce ha chiesto chiarimenti su questo punto, in particolare sui tempi con cui il Dipartimento di Stato ha affrontato la questione, ribadendo al contempo la disponibilità di Mosca a una soluzione diplomatica del conflitto, ma “sulla base delle intese raggiunte, anche in Alaska”. Zakharova ha inoltre ribadito l’apertura della Russia a eventuali discussioni, proposte e idee sul tema.

Le sue dichiarazioni arrivano dopo che, giovedì scorso, a margine del vertice ASEAN, Rubio aveva risposto a una domanda sulle proposte di Anchorage e sulla loro attuale validità, affermando che quel tentativo era ormai fallito. “Non si può raggiungere un accordo di pace se entrambe le parti non lo accettano, e gli ucraini non erano d’accordo: per questo quello sforzo non ha funzionato. Dovremo quindi trovare nuove proposte e nuovi concetti, perché quell’intesa non era accettabile per Kiev allora e non credo lo sia nemmeno ora, anzi probabilmente lo è ancora meno”, aveva dichiarato il segretario di Stato, aggiungendo che, quando arriverà, la pace nascerà da “nuove idee e nuovi concetti”, e che Washington è pronta a offrirne alcuni “nella sede e nel contesto appropriati”, qualora se ne presentasse l’occasione.

Negli ultimi tempi i funzionari russi hanno più volte accusato gli Stati Uniti di allontanarsi da quelle che definiscono le “intese” raggiunte durante il vertice tra Putin e Trump ad Anchorage, in Alaska. L’incontro tra i due presidenti, tenutosi nell’agosto 2025 nella città statunitense, aveva portato a un piano di pace in 28 punti, successivamente ridotto a 20. L’Ucraina, tuttavia, avrebbe respinto qualsiasi concessione territoriale, facendo così naufragare l’intesa.

Zakharova si è inoltre soffermata su altri temi di politica estera, affermando che i tentativi di compromettere la cooperazione energetica russa con i propri partner attraverso nuove sanzioni, nel contesto delle tensioni in corso nello Stretto di Hormuz, porteranno a “un’ulteriore destabilizzazione dei mercati”. Tale scenario, ha aggiunto, comporterebbe anche “frammentazione del commercio globale, inflazione, un calo del benessere e un peggioramento delle prospettive di crescita nella maggior parte dei Paesi del mondo”, con conseguenze più gravi per le nazioni più povere, dipendenti dalle importazioni di energia, fertilizzanti e alimenti.

La portavoce ha inoltre annunciato che Mosca renderà presto note le misure di ritorsione al 21° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea, sostenendo che il deterioramento dei rapporti tra Mosca e Londra sia conseguenza delle “misure anti-russe” adottate dal Regno Unito. Zakharova ha infine ribadito che la Russia sta monitorando con attenzione le dichiarazioni del Giappone in materia di armi nucleari, avvertendo che un’eventuale componente nucleare nel processo di riarmo accelerato di Tokyo creerebbe “nuove sfide” per la sicurezza russa. “Parliamo in particolare dell’Estremo Oriente: questo non contribuirà alla stabilità regionale in generale”, ha concluso la portavoce.

foto superdrusha1 da Pixabay.com