Rete e sicurezza, il 50% dei giovani non sa ideare una password sicura.

Huawei e Parole O_Stili annunciano oggi i dati del rapporto Un/a giovane italiano/a su due non sa come impostare una password sicura. E’ quanto emerge dal rapporto di Huawei e Parole 0_Stiti “SmartBus – La percezione dei rischi e delle opportunità della rete in Italia”, reso pubblico nel corso di un incontro a Palazzo Madama.

Una indagine elaborata sulla base dell’esperienza del progetto congiunto “SmartBus: Cybersicuri a Bordo” che, tra febbraio e maggio di quest’anno, ha portato in giro per l’Italia un’aula interattiva mobile nella quale circa 4.500 studenti e studentesse di 206 scuole secondarie di primo grado, e circa 600 cittadini delle regioni Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e Campania, hanno potuto accrescere la propria consapevolezza sulle minacce e le opportunità legate all’utilizzo di Internet e delle applicazioni, confrontandosi con le tutor a bordo sulle principali tematiche inerenti a privacy e cybsersecurity.

Il report finale, basato sui questionari degli studenti, generati di sessione in sessione, insieme ai risultati individuali dei partecipanti adulti, hanno evidenziato che gli italiani possiedono un livello di conoscenza medio-alta degli strumenti digitali, di Internet e dei rischi della rete, ma solo il 3,1% degli oltre 5.000 partecipanti ha risposto correttamente a tutte le domande del questionario.

Ancora, i cittadini più giovani risultano essere più preparati su tutti gli argomenti affrontati rispetto agli adulti. Considerando i soli adulti, il report di Huawei e Parole O_Stili dimostra che in Italia sono le donne ad essere più preparate degli uomini rispetto ai temi del digitale e della cybersecurity, un dato che smentisce il luogo comune secondo il quale nella nostra società sarebbero gli uomini ad essere più “digitali” delle donne; nello stesso contesto invece, tra i giovani è stato rilevato il contrario.

LEGGI ANCHE:  Corsi post-laurea, AlmaLaurea: "Valore aggiunto contro la disoccupazione".

In tema di privacy e sicurezza, secondo i dati dell’indagine, il 50% degli studenti non è in grado di impostare una password sicura o di tenere un archivio altrettanto sicuro delle proprie password attraverso strumenti appositi (ben il 47,6% delle ragazze ha dichiarato di utilizzare una semplice nota sullo smartphone); questo è un assunto da tenere sicuramente in considerazione per il futuro delle nuove generazioni italiane, considerando che gli stessi giovani che oggi si “limitano” a gestire contenuti semplici sui social e rubriche di contatti sul proprio smartphone, un giorno saranno gli adulti che dovranno gestire password di conti correnti bancari, credenziali di accesso ai siti dell’Amministrazione Pubblica e dati sensibili aziendali in ambito professionale.

Inoltre, spiegano Huawei e Parole O_Stili, emerge una scarsa attenzione da parte dei più giovani ai temi del diritto d’autore, oltre all’originalità e alla sicurezza dei contenuti di intrattenimento che utilizzano ogni giorno. Infatti, il 50,7% degli studenti coinvolti nelle attività di SmartBus, risulta poco preoccupato dal download di giochi piratati o di dubbia origine; inoltre, il 38,1% di chi acquista giochi online in versione Premiumnon ha cura di chiedere l’autorizzazione ai propri genitori prima di procedere all’acquisto.

LEGGI ANCHE:  Esercizi commerciali: firmato protocollo Interno-Confcommercio.

Dati più confortanti, almeno rispetto ai nuovi linguaggi della Rete da parte dei più giovani, sono indicati da circa il il 90% degli studenti che dimostra un’alta familiarità con il vocabolario della rete relativo a cybersecurity e privacy, con la conoscenza esatta di termini o espressioni quali “ban”, “block” e “segnalazione di violazioni”.

“Da questa prima esperienza con SmartBus abbiamo appreso che i giovani hanno sicuramente una maggiore dimestichezza con la Rete e gli strumenti digitali ma anche che la loro percezione e consapevolezza dei rischi direttamente collegati sono ancora piuttosto basse” – ha dichiarato Wilson Wang, CEO di Huawei Italia. “La sicurezza cibernetica non si garantisce soltanto con la protezione degli asset aziendali ma anche attraverso una formazione costante e progressiva dei più giovani, che saranno i professionisti di domani, e degli adulti con lo scopo di rendere la cittadinanza tutta più informata, consapevole e meno vulnerabile alle diverse minacce che si annidano nel Web”.

LEGGI ANCHE:  Le principali misure della manovra 2023.

“Il digitale non è soltanto competenza tecnica ma è, soprattutto, cultura. Per noi di Parole O_Stili, infatti, accompagnare i ragazzi e le ragazze nel percorso di crescita verso la piena costruzione di una cittadinanza digitale è il passo più importante, non soltanto per rendere la Rete un luogo accogliente ma per prepararli a diventare uomini e donne del futuro” – ha dichiarato Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili. “I dati emersi da questa esperienza ci indicano la strada giusta che prevede la presenza e la co-partecipazione di più attori sociali (scuola, istituzioni, famiglia, terzo settore) per promuovere e supportare la crescita digitale delle nuove generazioni”.

“Il quadro che emerge dal rapporto SmartBus fornisce un’analisi molto utile sul tema della conoscenza e della sicurezza informatica evidenziando l’importanza della formazione. La scuola italiana sta operando sia sull’innovazione tecnologica che sulla trasformazione digitale con un piano che vuole accompagnare gli studenti nell’acquisizione delle competenze digitali e progetti sempre più omogenei ed estesi, con una formazione che riguarda anche gli insegnanti e che coinvolge maggiormente i genitori e le famiglie. Puntiamo a un’educazione digitale diffusa”, ha concluso Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato, Ministero dell’Istruzione e del Merito, presente all’iniziativa.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay