Regione hackerata, Piero Comandini: “Investire nella cybersicurezza”.

Nonostante l’iperbolica narrazione sulla presunta sicurezza informatica regionale, stenta ad arrivare una formale autocritica da parte dell’Esecutivo Solinas circa il furto di 155 gigabyte di documenti dal server della Regione Sardegna. Informazioni sensibili per lo più ascrivibili ai dipendenti regionali e utenti di alcune direzioni generali.

Un’asserzione condivisa oggi dall’esponente del PD in Consiglio regionale, Piero Comandini: “Ad oggi, milioni di informazioni quali concessioni demaniali, richieste di creditori, dichiarazioni di potenziali conflitti di interesse, indennità disposte a favore dei dirigenti, segnalazioni di casi positivi al Covid-19 all’interno degli uffici pubblici e ancora informazioni personali sui dipendenti e relativi incarichi all’interno della pubblica amministrazione, numeri di telefono e documenti di identità, sono liberamente consultabili”.

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Nonostante il danno, la Regione, in risposta all’attacco informatico, si è limitata a pubblicare un post alquanto impersonale sul proprio sito istituzionale, con il risultato di suscitare una certa nostomania per i tanto edulcorati comunicati stampa istituzionali sulla supposta competenza regionale in materia di cybersicurezza.

Dinamiche, guardando alla ‘traction’ istituzionale sul tema, per nulla originali come ricordato da Piero Comandini: “Tutto tace e gli uffici della Regione non hanno mai voluto confermare pubblicamente la notizia del furto ma, ha a suo tempo, pare abbiano informato il garante per la Protezione dei dati personali e gli agenti del comparto di Cagliari della polizia postale, come dire “non è successo niente ma la denuncia la faccio” : un non senso”.

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“Il danno è irreparabile – aggiunge Comandini – nel senso che non è possibile ottenere l’offuscamento dei dati sensibili violati e pubblicati, in quanto scaricati in un sito schermato dall’anonimato del dark web, per cui gli interessati dovrebbero essere, quantomeno, tempestivamente avvisati così da poter prendere le debite precauzioni. Ad oggi, invece, chi vuole sapere se la propria identità sia stata violata deve verificare in rete”.

Da qui la presentazione di una interrogazione – che vede come primo firmatario lo stesso Comandini – per chiedere al Governatore Solinas di riferire sui fatti collegati alla vicenda del furto dei dati regionali ed eventualmente palesare le strategie previste per arginare quanto più possibile i danni causati dalla pubblicazione dei dati sensibili.

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