13 Aprile 2026
Sardegna

Redditi familiari, il Sud cresce più veloce del Nord: resta il divario pro-capite

Il Sud corre più veloce. Ma il Nord resta lontano. È questa, in sintesi, la fotografia scattata dall’analisi Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie italiane: il Mezzogiorno ha fatto registrare una crescita del 3,38% rispetto all’anno precedente, contro il 2,84% del Centro-Nord. Un’inversione di tendenza che rimescola le carte della classifica nazionale, senza però colmare le distanze strutturali tra le due Italie.

La classifica della crescita: il Sud conquista la top ten.

A guidare la graduatoria delle province con il maggiore incremento del reddito disponibile c’è una sorpresa: Rimini, con un balzo del 5,78%, tallonata da Ragusa (+5,55%) e Venezia (+4,95%). Significativo il fatto che ben sei province meridionali figurino tra le prime dieci posizioni nazionali. Sul versante opposto, Prato (-0,13%), Imperia (-0,03%) e Ancona (+0,36%) mostrano le maggiori difficoltà.

Pro-capite: Milano domina, Foggia chiude.

Diverso è il discorso quando si guarda al reddito disponibile pro-capite, misura più fedele del tenore di vita reale. Qui il Nord non cede terreno: Milano si conferma saldamente in testa con 36.188 euro a testa, seguita da Bolzano (32.680 euro) e Monza e Brianza (30.182 euro). Le prime sei posizioni, occupate da Milano, Bolzano, Monza, Bologna, Parma e Genova, sono le stesse dal 2021, segno di una classifica che tende a cristallizzarsi ai vertici.

In fondo alla graduatoria si trovano quasi esclusivamente realtà del Mezzogiorno: Foggia chiude con 14.953 euro, preceduta da Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro). Per trovare la prima provincia meridionale bisogna scorrere fino alla 35ª posizione: è Cagliari, con 24.226 euro, unica realtà del Sud nella prima metà della classifica. Ben 18 province meridionali si concentrano invece nelle ultime 20 posizioni.

“La mappa del reddito disponibile ci fornisce un quadro articolato che smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico”, osserva Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne. Eppure, avverte, il quadro resta complesso: il reddito pro-capite del Sud rimane inferiore del 23% rispetto alla media italiana, e la componente retributiva accusa un divario di circa venti punti percentuali rispetto al resto del Paese.

Esposito sottolinea anche il primato delle città metropolitane, “veri hub di potenzialità”, con redditi pro-capite superiori del 14% rispetto alle altre province, sostenuti da retribuzioni più alte di quasi un terzo, effetto della concentrazione di attività direzionali e del più elevato costo della vita.

Una nota positiva, però, emerge trasversalmente: nel 2024, in tutte le aree del Paese, la crescita del reddito disponibile ha superato il tasso di inflazione. Un segnale di recupero reale del potere d’acquisto che, dopo anni difficili, rappresenta forse il dato più incoraggiante dell’intera analisi.