27 Ottobre 2026
Politica

Proteste e città devastate. Sui social spunta l’hub legale per i fermati: “Liberi tutte e tutti”

Vetrine sfondate, negozi e supermercati saccheggiati, agenti aggrediti, commercianti e cittadini ostaggio dei disordini. Solo per i negozianti milanesi i danni della giornata di sabato superano il milione di euro, secondo le prime stime. Alla guerriglia del 17 ottobre, in tutta Italia, sono seguiti arresti e denunce: 197 persone accompagnate in questura, 28 arrestati (12 minorenni), 43 denunciati e 141 feriti tra le forze dell’ordine. Domenica, a meno di 24 ore di distanza, in centro è tornata la devastazione.

Mentre Milano fa i conti con i danni, sui social c’è chi annuncia un hub legale per assistere gratuitamente le persone fermate durante le manifestazioni del 17 ottobre, con tanto di appello “Liberi tutte e tutti”.

A segnalare la “curiosa iniziativa”, è stato Luca Ferrazzi, responsabile regionale in Lombardia di Futuro Nazionale che ha rivolto un appello pubblico all’Ordine degli avvocati di Milano:

“Siete a conoscenza di questa iniziativa? Chi c’è dietro? Quali professionisti sono coinvolti? Il diritto alla difesa è sacrosanto, ma c’è una differenza enorme tra garantire un diritto e trasformare i fermati in simboli da celebrare, mentre una città viene messa a ferro e fuoco”.

Ferrazzi pone poi la questione del messaggio: “Annunciare assistenza legale (presumibilmente gratuita) in questo contesto non rischia di alimentare un senso di impunità? Non rischia di far passare il messaggio che si possa devastare Milano, aggredire le Forze dell’Ordine e trovare comunque qualcuno pronto a mobilitarsi in propria difesa?”.

Il responsabile lombardo del partito di Vannacci contesta anche il collegamento tra le violenze e la questione palestinese: “Che cosa c’entrano le devastazioni e le aggressioni avvenute a Milano con la tragedia e le vicende che riguardano Gaza? I due contesti non possono essere confusi né strumentalmente sovrapposti. I problemi di Gaza meritano di essere affrontati per quello che sono, ma non possono diventare un pretesto per giustificare o minimizzare le violenze commesse nelle nostre città”.

Il passaggio più duro è un invito a chi promuove queste iniziative a prendere posizione: “Chiarisca da che parte sta: dalla parte della legalità e delle vittime della violenza o da quella di chi, dopo aver mandato una città nel caos, viene presentato come una vittima da liberare? Milano non ha bisogno di protettori dei violenti, né di chi strumentalizza Gaza per coprire le devastazioni. Ha bisogno di rispetto, sicurezza e legalità. La solidarietà non diventi una copertura politica della violenza e la difesa dei diritti non venga confusa con la legittimazione di chi devasta la città”.