Prestito Ue all’Ucraina, tre Paesi si sfilano: no di Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Non c’è l’unanimità politica sul maxi prestito europeo all’Ucraina. Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno infatti rifiutato di partecipare al finanziamento del prestito senza interessi da 90 miliardi di euro destinato a Kiev per il biennio 2026-2027, come emerge dalla dichiarazione congiunta del Consiglio europeo.
Il documento conferma che l’Ue concederà comunque il prestito, che sarà finanziato attraverso emissioni di debito sui mercati dei capitali, garantite dai margini del bilancio comunitario. Una formula che consente di procedere anche senza il contributo diretto di tutti gli Stati membri. L’Unione è sempre meno europea…
Nella dichiarazione si specifica che l’eventuale utilizzo delle risorse del bilancio dell’Unione come garanzia per il prestito non avrà alcun impatto sugli obblighi finanziari di Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, che hanno quindi ottenuto un’esenzione formale dalla partecipazione al meccanismo.
La frattura politica è resa ancora più evidente dal fatto che Ungheria e Slovacchia hanno rifiutato di firmare il testo della dichiarazione. Il Consiglio europeo precisa infatti che il documento è stato “fermamente sostenuto da quasi tutti i capi di Stato o di governo”, certificando un consenso ampio ma non unanime.
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