Politica di coesione: via libera alla flessibilità per l’uso dei fondi.

Il Consiglio ha adottato le modifiche legislative per la flessibilità nell’uso dei fondi della politica di coesione dell’UE per sostenere con maggiore determinazione i rifugiati ucraini nell’ambito dell’Azione di coesione per i rifugiati in Europa (CARE).

Le modifiche legislative riguardano anche l’attuazione ritardata di alcuni progetti a causa degli elevati prezzi dell’energia e delle interruzioni del mercato causate dalla guerra, aggravate dalle conseguenze a lungo termine della pandemia di Covid-19 per l’attuazione dei progetti. 

In particolare il Consiglio ha detto sì ad ulteriori 3,5 miliardi di euro di prefinanziamento per progetti previsti nella programmazione 2021-2027, all’estensione degli investimenti per la promozione dell’integrazione socio-economica dei Paesi Terzi, ai rimborsi retroattivi per progetti collegati al supporto dei rifugiati ucraini.

LEGGI ANCHE:  Giovani residenti nelle regioni ultraperiferiche dell'UE: 1 milione di euro per sostenerne l'inclusione...forse!

In pratica, le nuove misure faciliteranno il finanziamento di un’ampia gamma di azioni a sostegno delle persone in fuga dalla guerra, dalla fornitura di prima accoglienza e alloggio alla garanzia dell’accesso dei rifugiati all’assistenza sanitaria e al mercato del lavoro. Garantiranno inoltre un sostegno diretto sufficiente a coloro che forniscono la prima linea di assistenza ai rifugiati nelle comunità locali.

Inoltre, le misure faciliteranno il passaggio graduale dei progetti posticipati dai programmi 2014-2020 ai programmi 2021-2027.